mercoledì 30 novembre 2011

SPOSA INCINTA, SPOSO CLANDESTINO: ANNULLATO IL MATRIMONIO

LUCCA - Lui si era recato al Comune di Seravazza (Lucca) per sposarsi con la sua compagna, ma è stato fermato dalla polizia, chiamata dall'ufficiale dell'anagrafe che, controllando l'identità dello sposo, un nordafricano, ha scoperto che è clandestino.

Lui è un senegalese di 32 anni, in Italia dal 2007; lei è una romena di 18. Avevano deciso di unirsi in matrimonio perchè stanno aspettando un figlio.

Dopo le nozze - che non sono state celebrate - i due avevano programmato di partire per la Romania.

Quando l'ufficiale dell'anagrafe ha chiesto i documenti al nordafricano, in Italia dal 2007, ha scoperto che era clandestino ed ha avvertito il commissariato di polizia di Forte dei Marmi.

Gli agenti hanno portato l'uomo negli uffici e, dopo ulteriori accertamenti, lo hanno accompagnato a Roma, avviando le procedure per il rimpatrio.


http://www.leggo.it/articolo.php?id=151181

lunedì 28 novembre 2011

DONNA DI 330 KG CADE DAL LETTO: SALVATA CON UNA GRU


AMBURGO - Una donna di 330 chili è stata soccorsa con una gru dai vigili del fuoco, dopo una caduta dal letto, ad Amburgo. 
La donna era rimasta ferita e aveva bisogno di essere portata in ospedale. 
Per sollevarla la squadra di emergenza ha dovuto far ricorso a una gru: attraverso il mezzo meccanico l'infortunata è stata fatta uscire da una finestra del primo piano del palazzo in cui abita. 

giovedì 24 novembre 2011

TORMENTA LA COLLEGA E LE 'RUBA' IL PROFILO SU FB


FIRENZE - Aver perseguitato una sua collega di lavoro per ben tre anni non gli bastava, così una donna di 32 anni, residente a Sesto Fiorentino (Firenze), ha aperto un falso profilo facebook e ha iniziato a inviare a nome della sua collega lettere di ingiurie agli amici della donna e al titolare della ditta dove erano impiegate.

La trentaduenne è stata identificata dalla polizia e denunciata per stalking e sostituzione di persona. Secondo quanto emerso, l'origine dell'odio verso la vittima sarebbe da ricondurre a motivi di gelosia.

La stalker riteneva, erroneamente, che avesse una storia con un altro impiegato di cui lei si era invaghita, e la incolpava dell'amore non corrisposto. Dal novembre del 2008 al gennaio del 2011 ha inviato più di 40 tra lettere e mail, indirizzate alla vittima, una trentaseienne residente nel pratese, ai suoi familiari e conoscenti e persino ai suoi superiori. Su facebook si fingeva lei e mandava messaggi osceni ai suoi amici.

Allo stesso tempo le inviava lettere e mail anonime di questo tenore: «Stai attenta, so con chi civetti». Era anche riuscita a entrare in possesso di un documento con la firma originale della vittima, che poi ha scannerizzato e usato per inviare lettere a suo nome, tra cui una al capo ufficio, in cui lo ingiuriava e lo accusava di non essere in grado di fare il suo lavoro.

In alcuni casi è passata ai fatti, pedinandola in autostrada e danneggiando ripetutamente la sua auto: la donna, stremata, ha cambiato casa e ha lasciato il lavoro per sfuggire alle persecuzioni. In tre anni ha presentato circa una decina di denunce contro ignoti, fino a che la polizia non ha identificato la sua stalker, grazie all'analisi delle lettere e dei passaggi ai caselli autostradali.

Durante la perquisizione domiciliare, gli agenti hanno trovato brutte copie delle lettere e una nota lavoro sottratta alla vittima per scannerizzare la sua firma.

 http://www.leggo.it/articolo.php?id=150266

mercoledì 23 novembre 2011

SI FINGE INCINTA E LAVORA 6 GIORNI IN 9 ANNI: ARRESTATA

BOLOGNA - Assenze per malattie e maternità che le hanno consentito di non lavorare praticamente per quasi un decennio: negli ultimi 9 anni si è recata a lavoro soltanto 6 volte. I carabinieri del Nas di Bologna hanno posto agli arresti domiciliari una dipendente dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant'Orsola Malpighi di Bologna, indagata per truffa aggravata ai danni di enti pubblici e falso ideologico in documentazione pubblica.

La misura, emessa dal gip di Bologna, Alberto Gamberini, su richiesta del pm Claudio Santangelo, deriva dalle indagini del Nas di Bologna a carico di un'operatrice tecnica (con funzione di supporto assistenziale dell'ospedale) che negli ultimi 9 anni aveva prestato servizio solamente per 6 giorni con lunghi periodi di malattie e assenze per maternità.

L'operatrice sanitaria, infatti, oltre ad essere risultata assente per continuati e prolungati periodi di malattia, sui quali sono in corso ulteriori indagini al fine di accertarne la veridicità delle condizioni, si era assentata per due presunte gravidanze, dapprima per complicanze della gestazione e poi per maternità obbligatoria, di fatto non vere o comunque non portate a termine.

Infatti, la signora, con artifizi e raggiri, riusciva dapprima ad ottenere da medici del consultorio familiare e dell'Ospedale Maggiore di Bologna i certificati di maternità a rischio, omettendo poi di sottoporsi a specifici esami diagnostici per l'accertamento dell'effettivo stato di gravidanza.

Successivamente induceva in errore anche la Direzione del Policlinico Ospedaliero e la Direzione Provinciale del Lavoro usufruendo indebitamente dei periodi di assenza.

Inoltre, producendo false certificazioni comprovanti la nascita dei due figli a febbraio 2004 e nell'ottobre 2009, usufruiva indebitamente dei benefici di detrazione d'imposta per figli a carico.

Il danno erariale, al momento, è stato quantificato in circa 33.117 euro.

http://www.leggo.it/articolo.php?id=150017

giovedì 17 novembre 2011

Un orgasmo prolungato uccide ragazza di 21 anni. Maschio alla sbarra?

E' un fenomeno che può accadere molto raramente ma una ragazza di 21 anni, Bianca Borges Bezerra, è morta dopo 12 minuti di orgasmo, dopo essere entrata in una sorta di trance.

Come riportato dal sito express-news.it, la ragazza era in compagnia di un amico del college e stava facendo sesso, dalle prime indiscrezioni sembra che lui le praticasse un “rapporto orale”. L’ospedale ha poi confermato che un orgasmo così prolungato, 12 minuti, è stato certamente la causa della morte.

“Improvvisamente Bianca si è irrigidita, ha aperto la bocca a forma di “O”, e le pupille degli occhi giravano in tondo”, ha raccontato l’amico che era presente durante la tragedia. L’amico ha poi aggiunto che, si è insospettito quando, dopo 10 minuti, Bianca era ferma nella stessa posizione, ruotando gli occhi, con la bocca aperta e urlando a gran voce. “Allo scoccare dei dodici minuti credetti opportuno chiamare l’ambulanza”, ha detto l’amico.

Su richiesta della famiglia, la polizia indagherà ulteriormente.

Un funzionario, facendo un resoconto ad un inviato della testata G17, ha affermato che l’amico della vittima pur non avendo avuto intenzione di uccidere, è stato in qualche misura responsabile della morte di Bianca, occorrerà pertanto attendere il giudizio del tribunale.

http://www.g17.com.br/noticia.php?id=519

martedì 15 novembre 2011

CINA, RAGAZZE VENDONO OVULI SUL WEB: È BOOM DI RICHIESTE

Scoperto a Pechino un traffico illegale di ovuli femminili.

Secondo quanto riferisce lo Shanghai Daily, sarebbero soprattutto le studentesse a vendere i loro ovuli a coppie sterili. Normalmente un ovulo è venduto per 5.000 yuan (poco più di 500 euro) ma il prezzo può arrivare anche fino a 30.000 yuan se le donatrici provengono dalle migliori università del paese, come ad esempio dalla Tsinghua University di Pechino. In base alla legge cinese, la vendita di ovuli è vietata come pure la loro donazione. L'unica eccezione riguarda le donne che si sono sottoposte all'inseminazione in vitro qualora abbiano, a seguito di stimolazione, prodotto ovuli in eccedenza.

In questo caso possono donarli ad altre donne. Una ipotesi che tuttavia si verifica solo in casi molto rari, come ha specificato Xue Qing, medico del reparto maternità e infanzia dell'ospedale universitario di Pechino.

Nonostante i divieti, tuttavia, il commercio al nero di ovuli, si è diffuso sempre di più e sono moltissime le coppie con difficoltà di concepimento disposte a spendere somme anche molto ingenti (talvolta anche fino a 100.000 yuan, oltre 10.000 euro) per acquistare ovuli di ragazze giovani e sane.

Il mercato è gestito da agenzie specializzate che si occupano di mettere in contatto le ragazze con le coppie e di organizzare il tutto con l'appoggio anche di medici compiacenti e strutture (private) conniventi. (ANSA).

«Non mi pento di quello che ho fatto - ha raccontato alla stampa cinese Li Qing, una ventenne che si è sottoposta ad una donazione di ovuli l'anno scorso - ma non voglio che la mia famiglia o i miei amici lo vengano a sapere».

Dopo essere stata sottoposta ad una serie di esami medici, a Li vennero somministrate delle sostanze per accelerare la formazione di ovuli. In seguito venne sottoposta ad un intervento per l'estrazione e il successivo congelamento dell'ovulo che venne poi acquistato da una coppia sterile e utilizzato da questa per l'effettuazione di una procedura di fertilizzazione e concepimento in vitro.

Secondo Xue Qing, al di là di valutazioni di ordine etico, la iperstimolazione ovarica cui vengono sottoposte le giovani donatrici a lungo andare può provocare danni quali embolie polmonari, sanguinamenti e in alcuni casi risultare persino letale.

Fonte leggo.it

giovedì 10 novembre 2011

"Verginità vendesi 15.000 $". Agenzia Escort Choc

La verginità di un'adolescene 19enne venduta al miglio offerente, partendo da una base di 15mila dollari. È l'asta choc di una agenzia di escort di Sidney, Australia. 

MyOutCall, così si chiama l'agenzia, è adesso al centro si una bufera mediatica e non solo. 

Sono state infatti migliaia le voci di cittadini indignati che si sono levate contro la controversa asta. 

Oggetto della compravendita online, appunto, la verginità di una ragazzina cinese di 19 anni, studentessa  dell’Università di Sydney, "affittata" come fosse una'automobile per quattro giorni al prezzo base di 15mila dollari.

A scoprire l'asta in Rete un’inchiesta condotta dalla società di consulenza dell’industria del sesso Brothel Busters, che ha scoperto, inoltre, che l’agenzia vorrebbe un deposito di 2000 dollari con il saldo da pagare al ricevimento dei servizi dalla ragazza. Intervistato dal Daily Telegraph, un manager di MyOutCall che si fa chiamare Duncan ha confermato tutto. 


“E’ abbastanza comune a Sidney” ha detto, aggiungendo che aveva già ricevuto le proposte di “due clienti molto interessati”. 

"Come tornare alla schiavitù", denuncia il portavoce dell Australian Family Association, Tim Cannon che accusa: "Il danno che arreca alla società e ai sacrifici fatti per ottenere il rispetto della dignità umana non può essere sottovalutato”. ”C’è un tema tristemente ricorrente tra le giovani ragazze asiatiche che vengono in Australia per studiare e lavorare, e indebitarsi. E’ chiaro che chi fa questo ha bisogno dei soldi con urgenza” è, invece il commento del capo della Brothel Busters, Chris Seage.



http://www.leggo.it/articolo.php?id=147700

lunedì 7 novembre 2011

L'attacco di panico

L'attacco di panico è un momento di ansia acuta, un periodo circoscritto, dall'insorgenza improvvisa, di intensa paura e terrore, spesso associato ad un senso di catastrofe imminente e pericolo mortale.


L'ansia panica è una esperienza di dolore, è un terrore senza nome descritto come irragionevole e immotivato che si focalizza sul corpo e lascia spaesati, disorientati, senza la possibilità di comprendere di cosa si ha paura e da dove proviene quella sensazione di forte sgomento. Improvvisamente tutto ciò che prima era vissuto come familiare diviene alterato, estraneo, è possibile perdere la sensibilità di alcune parti del corpo, avvertire stanchezza e pesantezza. Ci si sente diversi, si è convinti di stare per morire, le "strane" sensazioni vengono interpretate come segnali di follia. La funzione cognitiva può essere momentaneamente compromessa. Nell'attacco di panico, l'angoscia non può legarsi ad un oggetto, il pericolo non proviene dall'esterno ma dall'interno quindi intensa diviene la sensazione di non governabilità delle proprie emozioni.

Il soggetto vive la sensazione di non riuscire a controllarsi ma, nello stesso tempo, tenta disperatamente di riuscirci, è una lotta estenuante tra una parte di sé che dovrebbe essere "tanto forte da" e l'altra che si arrende a tanto sconvolgimento. Nell' attacco di panico è tutto finto, è come un film dell'orrore; sappiamo di guardare dei filmati, delle immagini, ma abbiamo paura ugualmente, La paura di impazzire, la paura di perdere il controllo, restano tali: nessuno è mai impazzito, nessuno ha mai perso il controllo ma rimane la paura di aver paura. Infatti di panico non si muore ma ci si sente morire, non si diventa pazzi, ma, ricercando la sicurezza, si assumono comportamenti che possono apparire folli. Le emozioni sono temute, si ha la necessità di soffocarle, negarle e di distanziare i desideri, i conflitti. Per alcuni vivere l'aggressività sembra impossibile. Le persone con attacchi di panico hanno la predisposizione a vivere all'interno di un conformismo sociale, assai difficoltosa è la ricerca e lo sviluppo della propria creatività. Frequente è la preoccupazione per la disapprovazione degli altri. Coloro che soffrono di panico possono presentare tratti di controllo ossessivo ed evitamento fobico. Queste persone mostrano una "precaria fiducia di base".

Forse il modo di essere di queste persone pone le fondamenta su un falso sé, si erige su una identità illusoria. Un legame tra angosce di separazione e attacco di panico sembra inevitabile. Coloro che soffrono di crisi di panico, hanno sentimenti aggressivi di cui generalmente non sono consapevoli. Sentimenti di forte rabbia soffocati, fantasie inconsce possono introdurre gli attacchi di panico. Si individua un"compromesso" tra i sentimenti di rabbia e la fantasia di abbandono. Il disagio più grande nasce proprio quando il conflitto tra il bisogno di protezione e il naturale desiderio di conoscenze ed autonomia diviene insostenibile.

L'attacco di panico interrompe questa caotica battaglia interiore. L'età adolescenziale, periodo di transizione tra infanzia ed età e adulta, caratterizzata proprio dall'ambivalenza tra bisogno di appartenenza e spinta verso se stessi, può essere terreno fertile per gli attacchi di panico. Quando il primo attacco di panico si manifesta nell'ambito scolastico, rischia di compromettere seriamente il rendimento negli studi e l'autostima dell'adolescente e allora diviene importante impedire la cronicizzazione del disturbo per favorire lo sviluppo di un sano processo di crescita.

L'ansia esplosiva spesso è in concomitanza con un periodo della vita della persona in cui è in atto un "cambiamento" sia come evento esterno che come vissuto interno. Una esperienza di frustrazione, di cambiamento, può mettere in discussione l'immagine idealizzata di sé, improvvisamente la persona non riesce a separarsi da ciò che è noto e certo. L'Io scorge aspetti di sé fino a quel momento sconosciuti e un senso di precarietà travolge prepotentemente sia il corpo che la mente. Il soggetto vive una realtà catastrofica dove le emozioni, che fino a quel momento non hanno raggiunto la pensabilità sufficiente, non vengono sopportate. La somatizzazione diviene allora indispensabile in quanto contenimento mentale che permette al soggetto di prendere le distanze dalle emozioni. In questo modo l'identità riconquista il controllo. L' aiuto viene ricercato immediatamente, si sente il bisogno di essere rassicurati, di sapere che tutto è a posto, si inseguono tutti i modi possibili per negare il disagio ed eliminare rapidamente il sintomo. L'ansia forte è considerata estranea ai vissuti interiori, non sembra avere alcun senso parlare delle proprie emozioni. L'ansia panica esprime una "fragilità dell'identità", si trova difficoltà a conservare una autenticità del proprio Sé. Nel momento in cui colui che soffre di ansia panica comprenderà che, dietro i suoi sintomi vi è un significato psicologico, si renderà conto che l'attacco di panico non è una forza avulsa che irrompe all'improvviso dall'esterno e più facilmente si avvicinerà alle sue emozioni.

Come curare gli attacchi di panico?
La combinazione tra psicoterapia e farmacoterapia, a volte può essere di grande aiuto per il disturbo da attacchi di panico. La gravità dei sintomi può pregiudicare l'efficacia della psicoterapia qualora il sintomo comprometta significativamente la qualità della vita delle persone. I farmaci hanno maggiore efficacia sul controllo dei sintomi mentre la psicoterapia, decodificando il sintomo, agevola le relazioni interpersonali.
Uno strumento di grande efficacia per combattere gli attacchi di panico è rappresentato anche dai gruppi di auto-mutuo-aiuto. Si tratta di gruppi formati da persone che hanno in comune lo stesso problema e che, nel confronto orizzontale con gli altri, sperimentano momenti di condivisione, di solidarietà e di crescita.
L'obiettivo principale è acquisire una consapevolezza maggiore e meno rigida di sé e dell'altro, tendere al benessere e alla risoluzione dei propri problemi. E' importante chiedere aiuto e saperlo fare ed il suo presupposto è la fiducia che il gruppo alimenta.

Chi conduce i gruppi?
I gruppi sono condotti da un "facilitatore" . Si tratta di un partecipante che, agevolando i rapporti tra le persone, aiuta il gruppo a raggiungere con efficacia i propri obbiettivi. Ritengo sia preferibile che, a ricoprire il ruolo di facilitatore di un gruppo di auto-mutuo-aiuto, sia chiamato uno psicoterapeuta. Il facilitatore della comunicazione ha il peculiare compito di riuscire a cogliere e riportare al gruppo, in termini espliciti e comprensibili, quei contenuti emotivi che non vengono comunicati esplicitamente nella discussione , ma che invece contraddistinguono profondamente gli scambi relazionali all'interno della dimensione gruppale. Tutto questo al fine di dare il maggiore senso di completezza agli incontri, perché nulla di ciò che viene vissuto all'interno del gruppo vada perso o non utilizzato al meglio.



Dott.ssa Mariacandida Mazzilli, psicologa, psicoterapeuta
www.psicologiadonna.it


venerdì 4 novembre 2011

L'AMICA LA CANCELLA DA FB E LEI LE BRUCIA CASA



Deliri ai tempi dei social network: una donna dello Iowa (Usa) ha bruciato la casa della migliore amica che l'aveva cancellata da Facebook. La "social piromane" si chiama Jennifer Christine Harris, ha 30 anni e vie a Des Moines, capitale dello Iowa, piccolo stato in Usa. La signora non ha di certo gradito la rimozione dalla lista degli amici di Facebook che una sua amica di vecchia data aveva fatto. Così ha deciso di dare alle fiamme l'abitazione della casa della di Nikki Rasmussen, "colpevole" della rimozione.Christine, che lavora come insegnante in una scuola materna, è ora in prigione.

La vittima si trovava in casa insieme al marito Jim quando sono arrivate le fiamme. L’incendio è scoppiato in un garage distaccato dalla casa verso l’una di notte. Il rapporto degli agenti dice che le fiamme hanno causato uno scoppio molto rumoroso. La coppia si è subito svegliata ed è riuscita a mettersi in salvo prima che il fuoco sopraggiungesse in camera. Il tetto del garage colpito dalle fiamme è crollato sulle auto parcheggiate all’interno. Il box è stato completamente distrutto. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito.

Il signor Rasmussen ha spiegato che le due donne non erano più amiche su Facebook a causa di un dissidio avvenuto in chat sul social network. “Secondo Nikki, Jennifer è arrabbiata con lei perché è finita la loro amicizia su Facebook”, ha detto l'uomo. Al centro del litigio un evento di Facebook creato da Nikki: un party i cui inviti erano stati mandati attraverso la piattaforma. “Con l’avvicinarsi della data aumentava l’astio tra le due”, ha raccontato il marito.

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mercoledì 2 novembre 2011

SONDAGGIO: chi ritieni abbia maggior competenza per occuparsi dei problemi delle famiglie che si separano?

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Stante che le separazioni coniugali per la maggior parte delle persone coinvolte rappresentano un trauma esistenziale, chi ritieni abbia maggior competenza ad occuparsi dei problemi delle famiglie che si separano?