martedì 25 ottobre 2011

"MIA FIGLIA 13ENNE VERGINE PER 10MILA $". ARRESTATA

"La verginità di mia figlia per 10 mila dollari", L'offerta choc proviene da una donna dello  Utah. La scriteriata madre, 33 anni, rischia ora fino a 30 anni di carcere. E' stata la donna, di Salt Lake City (Utah, Stati Uniti) a confessare di aver provato a vendere la verginità di sua figlia 13enne. Sfruttamento sessuale di un minore è il capo d’imputazione che ora grava sulla donna. 30 anni di carcere, invece, è la pena alla quale potrebbe essere condannata a fine processo.

La donna aveva cercato di guadagnare 10mila dollari dagli abusi che avrebbe subito la sua ragazza, ed aveva provveduto a cercare in giro potenziali clienti. Ad incastrare la madre irresponsabile sono state le foto inviate ad alcuni uomini interessati alla sua offerta, ma soprattutto la denuncia del fidanzato che nel maggio scorso ha consegnato alla polizia le conversazioni salvate sul suo telefonino in cui la donna gli parlava della indecente proposta.

Subito dopo la denuncia, sono scattate le manette ai polsi. La sentenza definitiva arriverà il 5 dicembre. La donna in un primo momento era stata accusata anche di abuso sessuale aggravato. Un’accusa che poteva valergli il carcere a vita, ma che è cessata in seguito alla sua confessione.

lunedì 24 ottobre 2011

Futura mamma al concerto con 21 canne

PADOVA - I Finanzieri che l'hanno sorpresa con 21 spinelli sono rimasti sorpresi che a spacciare fosse una donna incinta. È accaduto alla vigilia del concerto di J-Ax, al gran teatro Geox di corso Australia.

La Guardia di Finanza, durante alcuni controlli di routine, hanno effettuato una perquisizione nell'auto di una donna 24enne al quarto mese di gravidanza, arrivata al concerto, insieme al fidanzato.

I finanzieri in borghese si sono avvicinati alla coppia che ha manifestato immediatamente segni di nervosismo, negando qualsiasi responsabilità.

Tuttavia, la scoperta inequivocabile dei 21 spinelli ha costretto i due a confessare che il quantitativo di canne era finalizzato allo spaccio

Immediata è scattata la denuncia a piede libero. Nell'auto infatti non è stato trovato alcun bilancino di precisione ed è mancata la flagranza.

La serata, comunque, ha registrato un bilancio preoccupante: 32 giovani tra i 17 e i 21 anni sono stati segnalati alla Prefettura in qualità di assuntori di droga, con un'alta percentuale di ragazze: rinvenuti spinelli, barrette di hashish e anche qualche pastiglia di ecstasy.

mercoledì 12 ottobre 2011

ROMA, INDIGNATI PORTATI VIA: "PROTESTA NON VIOLENTA". ATTESA PER IL 15

ROMA - Le forze dell'ordine hanno portato via, uno per uno, i giovani 'indignati' che questa sera erano rimasti ad occupare via Nazionale, vicino la sede della Banca d'Italia a Roma. Alcune decine di manifestanti si sono seduti a terra e senza opporre resistenza si sono fatti prendere dagli agenti che li hanno portati sui marciapiedi dove c'è un altro gruppo di giovani, circa un centinaio asserragliati sulle scale del Palazzo delle Esposizioni. 
Via Nazionale era presidiata da diversi blindati e contingenti delle forze dell'ordine. Il questore ha disposto l'intervento dopo aver tentato una mediazione con i manifestanti per garantire la viabilità. Mentre i gruppo del sit-in venivano allontanati, si sono verificati momenti di tensione e spintoni tra le forze dell'ordine e i manifestanti.

"PROTESTA NON VIOLENTA" «La nostra è stata una protesta non violenta, così come è successo alcuni giorni fa a Brooklyn. Quando sono arrivate le forze dell'ordine ci siamo sdraiati a terra e non abbiamo opposto resistenza facendoci prendere in braccio uno ad uno». Lo hanno urlato gli studenti e i manifestanti che per diverse ore fino a questa notte hanno protestato occupando la strada, in Via Nazionale, vicino alla sede della Banca d'Italia a Roma. «Rimarremo sulle scale del Palazzo delle Esposizioni continuando a protestare tutta la notte a oltranza», hanno proseguito gli studenti. I manifestanti sono qualche centinaio e sono asserragliati sul marciapiede e sulle scale del Palazzo delle Esposizioni a pochi metri dalla strada appena sgomberata dalle forze dell'ordine.

"RESTIAMO QUI A OLTRANZA" Prove di 15 ottobre, l'I-Day sempre più atteso e temuto, il giorno degli Indignati. A Roma oggi prove di protesta a bassa intensità , con i manifestanti e le forze dell'ordine a fronteggiarsi quasi per misurare le rispettive capacità. Ma sabato si annuncia diverso, con migliaia di giovani portati nella capitale dal movimento da tutta Italia e dall'estero. E alcune decine si sono già accampati non lontano da Bankitalia con l'intenzione di restarci tre giorni. A Bologna invece una ragazza è stata ferita alla bocca durante tafferugli con la polizia davanti alla sede locale della Banca d'Italia. E sempre a Bologna c'è stata un'irruzione negli uffici della Corte d'Appello. 'Okkupiamo Bankitalià era lo slogan della giornata, di scena anche in altre città, tra cui Firenze, Palermo e Ancona. Contro i tagli contenuti nella manovra del governo, la crisi economica e il ruolo pernicioso della finanza, secondo chi è sceso in piazza, quasi tutti ragazzi. A Roma con slogan caustici in particolare per il governatore Mario Draghi, prossima guida della Banca centrale europea. Intorno alla sede dell'istituto in via Nazionale, dove si svolgeva un convegno con Draghi e il presidente Giorgio Napolitano, uno schieramento impressionante di polizia e carabinieri. Una delle più grandi arterie della capitale chiusa al traffico e presidiata. E così gli 'Indignados' romani hanno dovuto accontentarsi di accamparsi a poche centinaia di metri da Palazzo Koch, davanti al Palazzo delle Esposizioni, di fronte ai mezzi delle forze dell'ordine che sbarravano il passo. Su cui hanno attaccato manifesti e disegni, maschere e ritratti con la faccia di Draghi, i 'Draghi ribellì. E slogan come 'La vostra rendita la nostra precarieta« e 'Dividiamo la grana - Noi siamo il 99%', la seconda frase in inglese come a Wall Street. Alcune centinaia i manifestanti, in gran parte studenti. Con l'intenzione di restare lì fino a sabato, modello Madrid. Nel frattempo avrebbero voluto consegnare a Napolitano una lettera con le loro richieste. Il pomeriggio era iniziato con un sit-in di una cinquantina di 'Indignati tricolorì davanti a Montecitorio. 'Solo bandiere italiane e costituzionè, avevano chiesto i promotori via internet. Dalla Camera la piccola protesta si è spostata in via del Corso, dove ha bloccato il traffico per alcuni minuti. Quindi in piazza Santi Apostoli, a due passi da Piazza Venezia, dove c'è scappato qualche spintone con i funzionari di polizia schierati. Un uomo che da giugno fa lo sciopero della fame »contro i privilegi della casta«, Gaetano Ferrieri, ha avuto un malore. La suspance si è poi spostata tutta davanti al quartier generale della Banca d'Italia. Decine di giornalisti, cameraman e fotografi si sono radunati in attesa degli Indignati, ma tutte le strade erano sbarrate da polizia e carabinieri. Solo qualche turista, gli spettatori del teatro Eliseo con il biglietto in mano e i commessi dei negozi di via Nazionale sono riusciti a passare. Gli elicotteri controllavano dall'alto. Lontano, oltre i blindati, rullavano i tamburi della protesta. Che sabato si annuncia ben più massiccia. »Giorno della rabbia? Per noi sarà il giorno dell'impegno per garantire i diritti e la sicurezza di tutti«, ha detto il questore di Roma Francesco Tagliente. »Non vogliamo che la situazione degeneri in violenza o in scontri di piazza«, ha affermato il sindaco Gianni Alemanno, chiedendo »massima attenzione per superare questi giorni senza problemi«. Meno tre all'I-Day, è sera e gli elicotteri volano ancora.

MOVIMENTO DILAGA IN ITALIA Il principio è in un libro, come sempre. Un piccolo pamphlet che il partigiano francese Stephane Hessel mandò in libreria ad ottobre 2010. «Indignez-Vous», Indignatevi!: ad ispirare gli indignados di Madrid e quelli che nei giorni scorsi hanno occupato Wall Street, fino ad arrivare ai nostri 'Draghi ribellì che in queste ore assediano Bankitalia, c'è un vecchio di 94 anni. Per qualcuno sarà pure un cattivo maestro, ma per i giovani che in tutto il mondo stanno dando vita ad un movimento che cresce ogni giorno e che nessuno, oggi, sa dove arriverà, le sue parole sono chiarissime: «a noi compete di vegliare, tutti insieme affinchè la nostra societ… resti una societ… di cui possiamo essere fieri: non questa societ… di 'sans-papiers', di espulsioni, di sospetti verso gli immigrati, non questa societ… dove si rimettono in causa le pensioni, i diritti acquisiti...non questa società dove i media sono nelle mani dei ricchi», dove «lo scarto tra i più ricchi e i più poveri non è mai stato così importante e la corsa al denaro, la competizione, mai così incoraggiata». Non questa società dove «le banche, ormai privatizzate, si mostrano preoccupate pi— dei loro dividendi e degli altissimi emolumenti dei propri dirigenti che dell'interesse generale». Diritti, uguaglianza, ricchezza condivisa e, soprattutto, partecipazione. Ridurre il potere delle banche e delle multinazionali. Fermare gli speculatori. Questo chiedono gli indignati, ad ogni latitudine. «Toma la calle», prenditi la strada era lo slogan dei primi, i madrileni che il 15 maggio scorso si sono presi la Puerta del Sol, centro nevralgico di Madrid. Dove la calle sta per la piazza, l'agorà greca dove tornare a parlare, a confrontarsi e a decidere il proprio futuro. A riprendersi la «democrazia reale». «Facciamo piazza Pulita» è stato lo slogan utilizzato dagli indignati italiani nella manifestazione del 10 settembre scorso, quattro mesi dopo la prima apparizione ufficiale accanto agli indignados spagnoli a piazza di Spagna e tre mesi dopo il presidio 'anti Brunettà a Milano. Sono studenti, precari, disoccupati, pensionati, attivisti, professionisti, lavoratori arrabbiati, cittadini di destra e di sinistra delusi dalla politica ma affamati di politica. A cui non basta, o non serve, Beppe Grillo. Senza capi, il tricolore come arma e uniti dalla voglia di cambiare il paese. «We are 99%», siamo il 99 per cento è lo slogan risuonato in questo giorni a Wall Street. In Italia sono ancora pochi, ma aumenteranno. E il 15 ottobre, 15.0 su siti, social network e blog di riferimento, è il loro banco di prova. «Col nostro futuro non mangia più nessuno». «C'è una generazione esclusa dai diritti e dal benessere - hanno scritto i Draghi ribelli al presidente Napolitano - che oggi campa grazie al welfare familiare, e sulla quale si sta scaricando tutto il peso della crisi. La questione non si risolve togliendo i diritti a chi li aveva conquistati, i genitori, ma riconoscendo diritti a chi non li ha, i figli». Loro, con tanto di maschera dai richiami orientali, si definiscono un nome collettivo, «non un'entità virtuale ma tante persone in carne ed ossa» che si contrappongono ai «feroci draghi occidentali». Per organizzare, lanciare iniziative, discutere, parlano con il linguaggio del XXI secolo, Facebook, Twitter, blog. Su Italian Revoulution, il profilo Facebook capostipite dei siti che si rifanno al movimento nato a Madrid, in 30.500 discutono della necessità di stare «uniti per il cambiamento globale». E se bacheche virtuali e social forum hanno sostituito in parte le assemblee sessantottine, le decisioni che contano si prendono in piazza, tutti assieme. Con delle regole precise, però: nessuno comanda, chi vuole parla, le bandiere dei partiti sono vietate, nessuna violenza, nè verbale nè fisica. E con le tende come simbolo: «del precariato di oggi, che non è solo economico ma anche esistenziale». «Non gli si può rimproverare nulla» ha detto una settimana fa Ben Bernake. E se lo dice il presidente della Federal Reserve forse c'è da dargli ascolto.


fonte leggo.it