lunedì 30 maggio 2011

Alfano sulla norma per la Responsabilita´ civile dei giudici: le toghe paghino come gli altri

Roma, 27 mag. - Il ministro Angelino Alfano difende la norma sulla responsabilita' civile dei magistrati, inserita, all'articolo 14 della riforma costituzionale della giustizia. 

Al termine delle audizioni della mattina sul suo ddl, nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera, il guardasigilli replica alle osservazioni 'critiche' fatte dall'avvocato generale dello Stato, Ignazio Francesco Caramazza e dal presidente del Consiglio di Stato, Pasquale de Lise, che sottolineano il rischio di ledere l'autonomia delle toghe, nell'emettere sentenze, se si rendono sanzionabili al pari degli altri pubblici dipendenti. 

Il guardasigilli spiega: "Nel nostro testo, non abbiamo pensato di integrare, sul tema della responsabilita' civile dei magistrati, l'articolo 28 della Costituzione, che e' quello sui funzionari e i dipendenti dello Stato, ma di costituire uno 'status' autonomo di responsabilita' dei giudici, che pero', se sbagliano, e' giusto che paghino come tutti gli altri". 

Nel testo della riforma, l'articolo 14 prevede che in Costituzione, nel titolo IV della parte II, dopo la Sezione II venga aggiunta la Sezione II-bis 'Responsabilita' dei magistrati', introducendo il nuovo comma 113-bis che recita: "I magistrati sono direttamente responsabili degli atti compiuti in violazione di diritti al pari degli altri funzionari e dipendenti dello Stato. La legge disciplina espressamente la responsabilita' civile dei magistrati per i casi di ingiusta detenzione e di altra indebita limitazione della liberta' personale. La responsabilita' civile dei magistrati si estende allo Stato". 

Il ddl Alfano, spiega il ministro, non tocca invece l'articolo 28 della Carta, che cosi' rimane: "I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilita' civile si estende allo Stato e agli enti pubblici"). (Mar/ Dire)

Fonte: www.angelinoalfano.it

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