sabato 16 aprile 2011

Mediaconciliazione, siamo allo scontro generazionale. OUA teme i giovani avvocati

Mediazione civile: I vertici dell'O.U.A. temono i giovani avvocati e i praticanti. Sembrerebbe questa la vera paura che attanaglia il Presidente dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura. 

ADR - Alternative Dispute Resolution
L'avvocato, nelle ultime settimane (anche in TV), ha lamentato il fatto che a svolgere la mediazione civile non saranno "i grandi avvocati o gli avvocati preparati, ma i praticanti o i giovani che non trovano lavoro", sottolineando subito dopo, preoccupato, che "ce ne saranno tantissimi". Queste parole, oltre a dire che tutti gli avvocati che faranno i mediatori civili sono professionisti tutt'altro che grandi e tutt'altro che preparati, hanno fatto sorgere dei seri dubbi su quelle che sono le sue reali intenzioni.

Il Presidente dell'Oua ha a cuore, come ha sempre sostenuto, le sorti della giustizia civile italiana e il bene dei cittadini o, piuttosto, teme che gli avvocati "in erba" riescano sul serio a risolvere le controversie private ? 
 
La differenza non è da poco: in quest'ultimo caso, infatti, agli avvocati più maturi verrebbero sottratte tutte quelle cause sulle quali essi hanno - dati alla mano - il monopolio assoluto.

Quali siano le sue vere intenzioni non è dato saperlo con certezza, anche se i punti di riferimento non mancano. Vero è, per esempio, che l'Organismo Unitario dell'Avvocatura, ostile da sempre alla riforma, da un lato sostiene che la mediazione civile rappresenterebbe per il cittadino un costo aggiuntivo, dall'altro pretende che sia obbligatorio, per lo stesso cittadino, affrontare un altro e ulteriore costo per farsi accompagnare da un avvocato davanti al mediatore civile.

Sempre vero è, inoltre, che i rappresentanti degli avvocati pretendono di parlare a nome di tutti i colleghi, ma la maggior parte dei giovani avvocati si dichiara invece molto interessata alla mediazione civile (e come non potrebbe farlo, visto il sovraffollamento della categoria e i pochi spazi liberi lasciati dagli avvocati più maturi).
Infine, è altrettanto vero che le agitazioni e gli scioperi degli avvocati di questi ultimi mesi quasi mai sono stati voluti dai numerosissimi giovani avvocati italiani, ma sono sempre stati imposti dai vertici della categoria professionale e dai "baroni" del foro.

In conclusione, è dunque molto difficile pensare che i vertici dell'Oua e gli avvocati più maturi abbiano a cuore le sorti della giustizia italiana. Dopo aver gridato allo scandalo sostenendo che la mediazione civile rappresenterebbe una "privatizzazione della giustizia", ora si scopre invece che ciò che più temono è perdere qualcosa che già consideravano di loro esclusiva proprietà. Forse è arrivato il momento che i praticanti e i giovani avvocati italiani inizino a pensare con la loro testa.

Il ricorso dell ’O.U.A. al T.A.R. Lazio, poi, non ha precedenti nella storia giuridica del nostro Paese - afferma Pecoraro, presidente dell'Organismo Internazionale della Conciliazione & Arbitrato dell'A.N.P.A.R. in attesa di iscrizione quale componente facente parte della piattaforma Europea di Bruxelles come associazione regolamentata rappresentativa degli interessi legittimi della categoria dei mediatori professionali - hanno presentato un ricorso contro l'applicazione del D.M. 180/2010, che suscita perplessità sotto il profilo costituzionale. 

I vertici dell'O.U.A avrebbero dovuto sapere che un semplice decreto amministrativo non può privare d’efficacia una Legge (n.28 del 2010). I pochissimi dell’O.U.A., che fino ad oggi hanno offeso e mortificato, per carenza di professionalità e preparazione, professionisti di tutte le categorie, non sanno che solo la Corte costituzionale può, con decisione di annullamento, privare di efficacia una legge regolarmente promulgata e pubblicata.

Per questo, Pecoraro, chiede al Ministro Alfano di sciogliere questo “carrozzone del potere” che pare stia assumendo sempre di più atteggiamenti sovversivi in materia di mediazione civile, non solo nei confronti dell’Italia ma ma anche dell’Unione Europea. Frattanto - annuncia Pecoraro- , su facebook ANPAR e stato lanciato un "post" per l'adesione degli avvocati e dei mediatori professionali, ad una class action contro l'O.U.A., per le tantissime bugie raccontate in questi ultimi tempi in tema di mediazione e conciliazione civile.

Fonte: informamolise.com - anpar.it - adiantum.it

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