giovedì 28 aprile 2011

La donna separata e la "sindrome" della gazza ladra


Viviamo..... 
in una società dove ormai alcune e forse già molte donne hanno la sindrome della gazza ladra, attratte da ogni luccichio da prendere e da assaporare escludendo il proprio partner e spesso disfacendosene perché ormai obsoleto, rubando letteralmente i figli ai padri, 

distruggendo la propria famiglia e le fondamenta del cammino dei figli, uccidendo così "il futuro" che deve sempre avere una radice, una base di riferimento da cui partire, in cambio della libertà di fiondarsi su quel bagliore, su ogni bagliore per vivere la nuova esperienza e per dire io amo il mondo, io amo tutti, ma in effetti non sanno il male che fanno ai loro partner e ai loro figli, dove sembra si salvino soltanto quegli uomini accondiscendenti, quelli che accettano ogni sorta di nefandezza delle loro mogli, come possono crescere questi ragazzi?

Come possono crescere questi ragazzi in contesti dove le mamme frequentano altre mamme separate e pluridivorziate che come in una sorta di comunità educano a vicenda i figli delle amiche alla loro maniera, dove i padri vengono sostituiti dagli amanti e messi concretamente da parte. 

Dove gli amanti si ingraziano le proli altrui con regali e buonismi furbeschi. 

L'alienazione non è solo genitoriale, attraverso il plagio esplicito o implicito, purtroppo subentrano altri elementi esterni. 

Una donna separata con la sindrome della gazza ladra tende a frequentare altre donne della stessa sostanza o uomini accondiscendenti ai quali non gliene frega niente. 

E purtroppo in questo scenario i valori di riferimento si perdono o non hanno senso. 

Mogli che predicano l'allargamento, mogli che desiderano più partner, per sentirsi sempre più al centro dell'attenzione, per riempire vuoti mentali e insoddisfazioni, per sperimentare amori che alla fine sottraggono quell'amore più importante, quello per i propri figli. 

Credono di amarli, appunto come dice Galiberti, prestandogli la propria camera o il proprio letto per farli scopare a casa in nome dell'amore, ma non sanno che stanno sottraendo loro la costruzione individuale dei sentimenti e dei valori ad essi legati. 

In un mondo femminilizzato dove la figura maschile non ha ormai più alcun valore di guida, frustrata e devirilizzata da donne madricentriche che si assumo il diritto di fungere anche da figura maschile, la società non può che andare in questo verso e la malattia comincia a dare i segni dell'ammaloramento. 

Una piaga, un cancro che viene alimentato anche dalle leggi, a favore di esse e che indeboliscono l'uomo, il maschio. Il quale non può nulla per fermare il suicidio della famiglia e spesso soccombe, perdendosi nella disfatta. Ma le malattie si combattono e si devono studiare. 

Noi umani siamo del tutto simili ad ogni altra cosa. Se in corpo umano le cellule si suicidano, significa che c'è qualcosa che non funziona in quel corpo e non possiamo attribuirgli mancanza di virtù difensive, in quel corpo c'è qualcosa che non va nel verso giusto. 

Lo stesso accade nella società, se oggi diversi uomini si suicidano sopo una separazione o uccidono, se i nostri ragazzi fanno altrettanto non è per mancanza di virtù difensive che lo fanno e non è per mancanza di capacità adattative che succede questo, perchè quando si snatura un elemento si innescano fattori imprevedibili che tendono a far percepire che qualcosa non funziona. 

L'umanità è stata snaturata. 

Mi fanno pena ma anche molta rabbia coloro che inneggiano alla famiglia allargata e a diversi modi di vederla. Coloro che lo fanno sono vittime di un cortocircuito. 

Ma la natura sappiamo non la si può domare, essa si impadronirà nuovamente di ciò che gli si sottrae e lo fa mostrando i suoi muscoli facendoci apparire al suo confronto dei microscopici virus, quali noi siamo davvero. Degli stupidi virus.


Fonte redazione da un commento di Michela Farlassi sulla pagina Facebook NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE in risposta al video L'Ospite Inquietante di Umberto Galimberti http://youtu.be/UQcvpevBVfI

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