mercoledì 30 marzo 2011

Emendamento Pini: Napolitano mette i paletti. I magistrati hanno paura, il CSM attacca

Mentre la stampa vicina alla Magistratura - ma solo "di rimando", in quanto sembra aver interesse solo a far cadere il Governo - lancia strali contro la paventata (e auspicabile) riforma della responsabilità civile dei giudici, nelle ultime 24 ore si sta consumando una battaglia senza esclusione di colpi, anche ai massimi livelli.

Un Giovane Napolitano ai tempi del PCI
Il 27 marzo, in serata, il PDL depositava cinque emendamenti alla norma che prevede la responsabilita' diretta per i magistrati che sbagliano. Gli emendamenti, a firma Francesco Paolo Sisto e Manlio Contento, prevede che il magistrato sia sempre responsabile per ''dolo o colpa grave'', ed alla dicitura ''con dolo o colpa grave'' viene aggiunto ''ovvero in violazione manifesta del diritto''.

L'emendamento inserisce poi un terzo comma che cosi' recita: ''Costituisce violazione manifesta del diritto il non aver valutato tutti gli elementi che caratterizzano la controversia sottoposta al sindacato del giudice tenendo conto, in particolare, del grado di chiarezza e di precisione della norma violata, del carattere intenzionale della violazione e della scusabilita' o inescusabilita' dell'errore di diritto''.

Sisto, commentando l'emendamento, affermava di ''avere aperto un dialogo. Alle chiusure isteriche dell'opposizione noi rispondiamo con una base di dialogo al fine di raggiungere l'obiettivo delle riforme''. L'invito veniva accolto con grande partecipazione da chi vuol lasciare le cose così come stanno, e csì le opposizioni presentavano ben 170 emendamenti alla norma sulla responsabilita' civile dei magistrati, al chiaro scopo di accantonarla o, quanto meno, ostruirla e sfiancare i proponenti.

L'emendamento non è mai piaciuto al Presidente Napolitano - accusato oggi di essere il "Grande Assente" dalle questioni di Giustizia Familiare -, il quale sono giorni che cerca di far capire che quel testo non solo non può passare così, ma sarebbe meglio addirittura metterlo da parte. In pratica, viene suggerita una vera e propria "ritirata", che adduce quale motivazione lo stato dei testi legislativi: da un lato, in commissione Giustizia, c'è da tempo una pratica aperta proprio sulla responsabilità, e dall'altro sta per arrivare la riforma costituzionale Alfano che la contiene. Pertanto, il Quirinale insiste sul punto che la materia, così delicata e importante, non si può liquidare nella legge comunitaria, senza alcun dibattito.
 
Peccato che il dibattito c'è già stato, 24 anni fa, sancito da un referendum che Napolitano dovrebbe conoscere molto bene, perchè lui c'era già, a quell'epoca, e immaginiamo che votava (da buon deputato PCI) la famigerata legge Vassalli, uscita fuori proprio dal Parlamento in cui lui era certamente presente.

E la moral suasion del Presidente pesa, visto che Gianluca Pini, autore dell'emendamento, non esclude una modifica. Sembra che Manlio Contento e Francesco Paolo Sisto stiano lavorando per cambiare il testo e ad attenuare la formula "violazione manifesta del diritto" che avrebbe dovuto sostituire quella "per dolo o colpa grave" integrandole entrambe.

Nel frattempo, al CSM, è stato dato il via libera a discutere della responsabilità, nella commissione per le Riforme, con l'ipotesi di tenere anche giovedì un plenum straordinario. I quattro laici del centrodestra (Zanon, Romano, Marini, Palumbo) sono saltati sulla sedia e hanno inviato una lettera a Vietti per esprimere "radicale dissenso" sia per la convocazione ad horas via sms, sia per l'idea di dare un parere sull'emendamento Pini, per il quale il CSM dovrebbe solo star zitto, evitando di invadere il potere legislativo.

Insomma, siamo alle solite. Chi rischia di perdere i privilegi scalcia, e manda avanti chi ha goduto, in questi decenni, di ampia impunità grazie ad una magistratura molto attenta ad evitare "scandali a sinistra".
Ricordate mani pulite ? Quali e quanti leader di sinistra furono coinvolti e finirono lì la propria carriera ?

Tutti onesti, nessun finanziamento illecito al partito ?

Fonte: adiantum

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