venerdì 18 febbraio 2011

Pdl, proposta shock: castrazione chimica ai colpevoli di pedofilia

 

Lotta senza quartiere alla pedofilia. Il Veneto si schiera in prima linea con un progetto di legge presentato ieri dal gruppo Pdl in Consiglio regionale: propone la castrazione chimica per chi commette abusi sessuali su minori. La proposta parla di "trattamento farmacologico di blocco androgenico totale": è in vigore in Polonia. 

È la misura più dura del progetto di legge a tutela dei minori vittime di abuso e sfruttamento sessuale firmato dal capogruppo del Partito della libertà Dario Bond e dal vice Piergiorgio Cortelazzo: «In nessun'altra regione - spiega Bond - il Pdl ha avviato una simile iniziativa». Che ha suscitato immediatamente le critiche dell'opposizione.

Nella scorsa legislatura era già stato presentato un progetto di legge simile, ma non fu votato. Stavolta il Pdl, che sposa una proposta che fu a suo tempo dei leghisti Erminio Boso e Roberto Calderoli, ci riprova alla luce di un aumento dei crimini legati alla pedofilia giunti "al livello di guardia", evidenzia Cortelazzo. La castrazione farmacologica non è l'unico strumento messo in campo. Il Pdl propone azioni informative, formative, l'istituzione di un osservatorio permanente sullo sfruttamento della prostituzione minorile, della pornografia, della pedofilia e del turismo sessuale sensibilizzando insegnanti e istituzioni scolastiche, ambiti di primo soccorso per ravvisare eventuali abusi.

Ma questo disegno di legge è appunto più severo del precedente perché introduce un programma di sperimentazione del trattamento farmacologico di blocco androgenico totale, sostenuto da un trattamento psicoterapico, cui debbono essere sottoposti nelle Ulss i pedofili con sentenza passata in giudicato. «Resta da definire - chiarisce Cortelazzo - a chi spetti la decisione di applicare il trattamento».

Dura la reazione del Partito Democratico: in un momento in cui le vicende del presidente del Consiglio e il Rubygate pervadono il dibattito politico, la proposta del Pdl viene bollata come "aberrante" e "demagogica". «L'unico obiettivo del Pdl veneto - afferma Franco Bonfante (Pd) - è mostrare disperatamente il volto della purezza proprio nel momento in cui il suo leader è protagonista indiscusso di vicende porno-rosa non edificanti». Ancora più deciso Claudio Sinigaglia, convinto che l'iniziativa della maggioranza «parli alla pancia delle persone, illudendole di garantire maggiore sicurezza. In realtà quello che il Pdl non dice e cerca di nascondere è che la Giunta di centrodestra, per il secondo anno consecutivo, prevede l'azzeramento totale nel bilancio regionale delle risorse a favore delle iniziative di aiuto alle vittime della tratta e di contrasto allo sfruttamento sessuale».

Il botta risposta prosegue in uno scontro al calor bianco: «È una strumentalizzazione sconfortante. Si vergognino», replica il Pdl. Bond è amareggiato: «Mi spiace che due persone che reputo serie e costruttive che siedono in consiglio regionale con i voti dei veneti strumentalizzino un argomento così serio e delicato solo per fare polemica». Anche l'assessore regionale Elena Donazzan (Pdl) sposa il progetto. «Per la pedofilia non possono esserci nè sconti nè giustificazioni, perché la vittima è giovane e non guarirà per il resto della sua vita».

Fonte: ilgiornaledivicenza.it

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