venerdì 18 febbraio 2011

Comunicato ABIGE, Alberghini: prima di parlare dei single i giudici si occupino di famiglia

E’ recente la notizia secondo la quale la Magistratura ha lanciato un messaggio alla Politica: è giunta l’ora - i tempi sono maturi... - di dare i bambini in affido anche ai single, e questo suggerimento a seguito di una sentenza della Cassazione che respingeva con rammarico la richiesta di adozione piena ad una mamma , appunto,  single. 

Come sempre, l’opinione pubblica si è divisa tra coloro che si dichiarano favorevoli e sostengono che il concetto “tradizionale” di famiglia  sia superato, e coloro che sono contrari, e sostengono che la priorità sarebbe la stabilità del minore che solo una famiglia tradizionale potrebbe garantire.

Ma cosa si intende, oggi, per “ famiglia tradizionale”?

Forse quella in cui papà e mamma per recarsi al lavoro escono di casa alle 8 del mattino per farvi rientro solo lo sera, affidando i bambini a nonni, baby sitter, fratelli maggiori, cercando di far svolgere a questi ultimi quel ruolo genitoriale che evidentemente nessuno dei due (e quindi senza distinzioni sessiste) riesce a svolgere nel modo che vorrebbe perché per mantenere la loro “famiglia tradizionale“ devono giustamente impegnarsi con il lavoro ?

Da anni mi occupo di separazioni e dei nuovi schemi familiari, e in effetti l’affido ai single fa riflettere; ma come è possibile che in un Paese come l’Italia, dove nelle separazioni molti genitori si vedono negare, dalla magistratura, il più elementare dei diritti civili - quello alla cura dei figli -, i magistrati si soffermano sull’affido ai single, facendo quasi finta che le tragedie giudiziarie in cui da anni quegli stessi genitori si trascinano neanche esistono ?

E proprio su quei figli, quei bambini, adolescenti e ragazzi che va il mio pensiero e il mio personale impegno associativo, per loro che vengono risucchiati dalla morsa del caos giudiziario e crescono nel frattempo con un genitore al 50% (che non fa genitorialità).

Ma è possibile che in Italia non ci sia nulla che tuteli  la coppia e i figli delle coppie che si separano ? 

Una legge, la 54 del 2006, che sulla carta riconosce ai figli il diritto di avere una vita serena scandita dalla presenza costante di mamma e papà anche dopo la separazione, è disattesa dalla magistratura che ha mantenuto inalterato il vecchio costume di affidare i figli alle madri. Questo è avvenuto, però, in silenzio. La Cassazione, nel caso del Condiviso, non si è espressa nè in negativo nè in positivo, e salvo qualche sparata a salve ha lasciato mani libere ai tribunali di merito contro i quali oggi ADIANTUM si confronta al TAR.

Presto, partendo dalla sede operativa di Modena, solleciteremo all'on. Carlo Giovanardi l'istituzione di un tavolo tecnico con il sottosegretariato alla Famiglia, per fare da ponte verso i ministeri della Giustizia e delle Pari Opportunità. Finchè non ci sarà dialogo, però, continueremo a denunciare con forza tutto ciò che non funziona.

Io credo che un paese come l’Italia, prima di porsi il problema di dare i bambini ai single, dovrebbe porsi il problema di lasciare i figli a mamme e papà nel rispetto dei loro ruoli genitoriali e dei pari diritti di entrambi verso la cura dei figli. Un buon genitore può essere adatto a crescere un figlio sano, felice ed equilibrato indipendentemente dall’essere single, e spesso le pseudo-regole che valutano la capacità genitoriale sono sbagliate.

Essere un buon genitore è qualcosa che nasce da dentro, e gli unici veri conoscitori delle nostre capacità genitoriali sono proprio i bambini,  i figli che con le semplici regole dell’amore possono giudicare meglio di chiunque altro.

Fonte: adiantum.it

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