mercoledì 26 gennaio 2011

Su FaceBook da un po' di tempo capita di leggere le "bizzarre" affermazioni di un certo dr. Mazzeo. Facciamo attenzione e, soprattutto, passiamo all'auto-difesa.

C'è un medico pugliese che da un po' di tempo sta tentando in ogni modo di rispondere, avvalorandole con la propria appartenenza all'Ordine dei Medici di Lecce, alle istanze del mondo femminista estremo. 



Quel che colpisce è lo stravolgimento prepotente delle conoscenze condivise dalla comunita' scientifica italiana, che egli capovolge per dimostrare cio' che egli, ormai senza alcun ritegno, ritiene doveroso affermare in difesa di un presunto e illimitato diritto materno sui figli. Immaginiamo che per il dr. Andrea Mazzeo la famiglia ideale sia quella monogenitoriale in dispregio di qualsiasi altro principio di genitorialita' condivisa e, piu' nello specifico, di bigenitorialita'.


Strenuo NEGAZIONISTA di PAS e BIGENITORIALITA' il dr. Mazzeo esprime i propri pensieri senza alcuna forma dubitativa, propugnandoli come VERITA' ASSOLUTA e senza nemmeno risparmiare i colleghi che, ovviamente, hanno opinioni molto diverse dalla sua con epiteti che, in sede giudiziaria, gli varrebbero una probabile pesante censura. Ma.... andiamo avanti.


Recentemente il nostro dottore si è spinto molto in la', in tema di affermazioni bizzarre sostenendo che non si possa parlare di MALATTIA a meno che il disturbo non abbia riscontri SOMATICI (Qualcosa sul corpo, insomma.... tipo gonfiori, sanguinamenti, vomito e via dicendo).


Egli è pure specializzato in psichiatria e non si comprende come un esperto di malattie mentali possa affermare cio' se non DELEGITTIMANDO proprio sé stesso. 


In ogni caso ci preme sottolineare che le affermazioni del dr. Mazzeo non stanno né in cielo né in terra e, anche allo scopo di chiarire i dubbi di chi abbia avuto la sfortuna di incontrarlo in rete, evidenziamo alcune caratteristiche delle malattie malattie mentali che talvolta, pur manifestandosi come disagio mentale possono non avere immediato RISCONTRO ORGANICO.


Ecco quanto il nostro medico afferma a proposito della pas e, piu' in generale, per i disturbi mentali
 
"La PAS non è una malattia; le malattie esistono solo nella sfera somatica; in medicina è patologico solo ciò che ha le sue radici in alterazioni biologiche, fisiche, organiche. La PAS è solo una argomentazione che l'avvocato di una delle due... parti in causa getta sul piatto per far pendere la bilancia della Giustizia dalla parte del suo cliente. Per dare maggior valore a questa argomentazione la si maschera da "malattia". La stessa "terapia" proposta per "curarla", e cioè la "terapia della minaccia", vale a dire togliere il bambino al genitore da lui amato e consegnarlo a quello rifiutato, è la prova provata che la PAS non ha natura di malattia. Nessuna malattia si cura con un provvedimento del Giudice; la cura di tutti i disturbi mentali è o farmacologica o psicoterapeutica. La PAS è un mito, cioè, citando Galimberti, un'idea semplice, comoda, che non ci pone il problema di approfondire il perché del rifiuto espresso dal bambino verso un genitore. Ma la questione che non si vuole affrontare è proprio questa: perché un bambino rifiuta un genitore? Cosa è successo tra il bambino ed il genitore rifiutato? Chi sostiene la PAS praticamente dice: non ci interessa quello che è successo. Se un genitore è violento in famiglia può non interessarci? Se un genitore è arrivato ad abusare sessualmente dei suoi figli può non interessarci?"


QUELLO CHE FA E' ALLA FINE UN FRAPPE' IN CUI CONVERGONO CONCETTI SCIENTIFICI, PARERI FILOSOFICI E, SOPRATTUTTO, PREOCCUPAZIONI PERSONALI. Ma tant'è....


DI SEGUITO, DAL SITO PSICOLOGI-ITALIA, UNA DEFINIZIONE DEL CONCETTO DI MALATTIA MENTALE CHE RITENIAMO DI GRAN LUNGA PREFERIBILE E AFFIDABILE RISPETTO AL MIX PARASCIENTIFICO DEL MAZZEO. E VE LO PROPONIAMO.


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LA MALATTIA MENTALE 


L'interesse per la sofferenza umana non è storia recente, poichè il vasto campo della medicina si è sviluppato dai tempi di Ippocrate. Diversa sorte è toccata a un aspetto particolare del patire: il disturbo mentale. Di fronte a esso gli antichi si ponevano con presupposti di tipo religioso oppure con atteggiamenti superstiziosi che impedivano loro di interpretare la sofferenza mentale come una malattia. Sigmund Freud è a tutti noto come il fondatore della psicoanalisi, vale a dire una maniera totalmente nuova, rispetto all'epoca in cui visse, di interpretare il disagio mentale. Grazie al suo contributo la realtà psichica cominciò ad acquisire senso, comprese tutte quelle manifestazioni mentali che erano normalmente connotate come assurde o come opera del demonio.

Qual è il vero significato di malattia mentale?

In realtà non esiste un unico concetto sulla rappresentazione della malattia mentale; c’è infatti chi ritiene che esistano dei canoni ben precisi sulla cui base è possibile distinguere tra comportamenti normali e comportamenti devianti e c’è chi afferma invece che la malattia mentale sia solo un’etichetta che la scienza tende a dare in base a regole repressive che definiscono ciò che è normale e ciò che è patologico.

Per comprendere veramente il significato di malattia mentale dobbiamo partire dal concetto di relatività. Un mafioso che uccide il suo capo per prenderne il posto difficilmente sarà ritenuto un pazzo mentre una persona che ne uccide un’altra pensando di compiere un rito propiziatorio per una divinità sarà ritenuta di certo pazza nella nostra società ma non nelle vecchie tribù degli Atzechi dove i sacrifici umani erano del tutto normali. Come avete potuto vedere da questi esempi la devianza è qualcosa di relativo ed è la società a definirne i confini.

Le malattie mentali si distinguono in psicosi e nevrosi. Le psicosi, tra cui la schizofrenia, sono le forme più gravi di sofferenze psichica dove una profonda lesione della personalità rende difficile il rapporto con se stessi e col mondo esterno mentre le nevrosi sono più frequenti e meno gravi in quanto l’individuo riesce a mantenere un buon contatto con la realtà.

La nevrosi può essere:
  • Fobica: è presente nell’individuo una paura irragionevole ed incontrollabile legata ad alcune situazioni specifiche (ad es. folla, spazi aperti, spazi chiusi, animali ecc.) od oggetti
  • Ossessiva: l’individuo è in continua lotta con idee che lo assediano (ad es. ossessione della pulizia, ossessione di dover chiudere la porta ecc.)
  • Isterica: L’individuo si trova in una situazione conflittuale per cui da un lato ha un bisogno, un desiderio, e dall’altro non può esprimerlo e soddisfarlo a causa della repressione del suo Super-Io. Il bisogno troverà allora espressione nel sintomo (isterico), ossia in un disturbo fisico (paralisi temporanea, convulsioni, amnesia, svenimento ecc.) non causato da danni reali all’organismo. 
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