lunedì 31 gennaio 2011

CLASS ACTION, il 14 Febbraio il deposito al TAR. Si va spediti verso la Corte Europea

L’Ufficio Legale di ADIANTUM, nella persona del suo Responsabile Nazionale, Avv. Davide Romano, rende ufficialmente noto che, nonostante siano decorsi i novanta giorni previsti per legge entro i quali il Ministero della Giustizia avrebbe dovuto notiziare sulle iniziative assunte e da assumere per sanare le disfunzioni della P.A. nella applicazione dei criteri e dei controlli affinchè la legge 54 del 2006 che prevede l’affido condiviso in caso di separazione dei coniugi non sia disattesa (formalmente o sostanzialmente), nessuna risposta è pervenuta dagli Organi preposti. 


Pertanto, l’Avv. Davide Romano (Foro di Bari) e l’Avv. Giorgia Gira (Foro di Taranto) hanno già provveduto a redigere il formale ricorso al TAR con cui si dà seguito all’introduzione di una class action nei confronti del Ministero della Giustizia, già diffidato ex D.Lgs 20.12.2009 n.198 in attuazione dell’art. 4 della Legge 04.03.2009 n. 15 con atto notificato lo scorso ottobre.

Il ricorso verrà depositato (con un leggero ritardo rispetto alle previsioni) il prossimo 14 Febbraio dinanzi il TAR Lazio, competente ad esprimersi in merito alle questioni sollevate.

L’Ufficio Legale di ADIANTUM ha comunque reso noto di aver verificato presso il Ministero della Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, durante un incontro ufficiale indetto dal Ministro per verificare l’efficacia della class action in Italia, che ADIANTUM sarebbe la prima associazione in Italia a formalizzare, dopo l’atto di diffida, un formale ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per la disfunzione del Ministero della Giustizia.

In quell’occasione, il responsabile dell’Ufficio Legale, Avv. Davide Romano, presente unitamente all’Avv. Giorgia Gira, rilevò che i criteri tassativi previsti dal D. Lgs. 198/2009 non permetteranno probabilmente di ottenere sanzioni a carico della P.A. dinanzi al TAR, né il risarcimento (non previsto dalla legge) per coloro che hanno subito i danni di un mancato criterio di controllo per l’applicazione effettiva di una legge dello Stato.

Al contrario, non è peregrina l’ipotesi che il TAR, non esprimendosi nel merito del ricorso in relazione a tutte le disfunzioni rilevate del Ministero, possa dichiarare inammissibile il ricorso stesso.

E’ per questa ragione che ADIANTUM fa sapere che è contemporaneamente in lavorazione (ed allo studio degli Avv. Giorgia Gira e Davide Romano) il ricorso alla Corte di Giustizia Europea, dinanzi alla quale potranno essere richiesti sia la condanna dello Stato Italiano sia il risarcimento dei danni per i singoli aderenti al ricorso oltre che alla stessa associazione ADIANTUM.
 
Pertanto, il ricorso al TAR deve essere visto non come punto di arrivo della procedura di Class Action iniziata da ADIANTUM, ma come un punto di partenza. Le attività di raccolta degli aderenti alla Corte UE inizieranno immediatamente dopo il 14 Febbraio, e saranno coordinate  in collaborazione con tutte le associazioni locali e regionali aderenti ad ADIANTUM, e con il supporto degli attivisti dell'Associazione.

E’ infatti intenzione dell’Ufficio Legale presentare il ricorso alla Corte di Giustizia Europea nei prossimi due mesi, compatibilmente con le procedure di adesione e di formalizzazione della delega al ricorso alla Corte Europea da parte dei consociati ed aderenti.

La nuova iniziativa permetterà ai singoli aderenti di pretendere al più presto il giusto risarcimento (morale ed economico) per i danni subiti a causa delle inadempienze dello Stato italiano in materia di separazioni e affidamento dei figli.

Fonte: adiantum.it

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