sabato 25 dicembre 2010

Nuove compagne, esseri di serie C. Discriminate come i papà - di Beatrice

Se i padri sono genitori di serie B dotati di bancomat, le loro nuove compagne sono esseri di serie C (in quanto non sono nemmeno genitori del minore), però tornano utili alle madri, quelle vere, come bancomat "aggiuntivo", e vengono anch'esse discriminate dai giudici, al pari del compagno con il quale hanno osato congiungersi, salvo poi essere considerate alla stessa stregua di riserve auree. 

I compagni delle madri invece possono "pascolare" beatamente nelle case degli ex, fruire dei soldi dell´ex marito e farsi chiamare abusivamente "papà" (dalla regina madre di turno, senza scrupoli) anche se non sono neanche lontanamente genitori... 

Esistere in quanto portafoglio, ecco qual'è la massima del nostro sistema. E meno male che i magistrati sentenziano pomposamente, nelle aule dei tribuanali, che i bambini non sono una merce....Ma se sono loro i primi a deciderne "il valore di mercato" ! 

Per non parlare dei figli di serie A (quelli delle regine madri) e dei figli di serie B (quelli delle seconde mogli o compagne). Lì si apre una voragine di ingiustizia e di discriminazione, stavolta sulla pelle dei piccolini. 

Questi magistrati ci giudicano superficialmente e male, per loro ci vorrebbe un giudizio divino anticipato, con passaggio "terapeutico" tra le fiamme dell'inferno...

Fonte:adiantum.it

2 commenti:

  1. Be forse sono consierazioni un poco esagerate. I magistrati non prendono decisioni a caso ne tantomeno pomposamente. In questi casi spesso, specie nelle separazioni conflittuali, chiedono il parere di esperti che lo danno, spesso dopo attenta analisi. Bisognerebbe chiedere a questi genitori che si sentono delle vittime cosa li ha portati alla separazione. Molto spesso le cose non si dicono tutte. Circa i figli di serie A e B i casi sono rarissimi. Dipende dalla qualità delle persone

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  2. Io sono una nuova compagna,quindi facci parte della serie C...ed è vero,mi sento proprio così. Non ho alcun diritto,ne eonomico,ne morale,ne sul bambino del mio compagno. Devo sempre stare attenta a come parlo col bambino,perchè ho paura di ferirlo nei confronti della mamma e del suo nuovo compagno,ingolliamo bocconi amari sia io che il mio compagno,che adoriamo il bambino,e dobbiamo ingollarli e zitti,per la paura di non vedere più il bambino. Senza contare il mantenimento,che è meglio non affrontrare l'argomento,altrimenti ci vuole un libro per descrivere la situazione.....Insomma,non è giusto che le compagne,non abbiano nessun diritto. Anche solo a livello morale,sarebbe già qualcosa! Tatiana

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