domenica 26 dicembre 2010

Ci proclamiamo difensori della libertà

Non dobbiamo confondere il dissentire con il tradire. Dobbiamo sempre ricordare che un'accusa non è una prova e che la colpevolezza dipende da prove concrete e dall'esito di un regolare processo.
Non cammineremo nel timore l'uno dell'altro, non sprofonderemo in un'epoca d'irragionevolezza se ci affideremo alla nostra storia e alla nostra dottrina e terremo a mente che non discendiamo da uomini timorosi, da uomini che avevano paura di scrivere, di riunirsi, di parlare e di difendere con passione cause che erano impopolari.



Non è il momento di restare in silenzio per chi è contrario ai metodi del senatore McCarthy e neanche per chi li approva.
Possiamo negare la nostra eredità e la nostra storia, ma non possiamo sfuggire alle conseguenze di questo nostro atto. Ci proclamiamo (e in effetti lo siamo) difensori della libertà, ovunque essa continui ad esistere nel mondo, ma non possiamo difenderla altrove se a casa nostra la calpestiamo.
Le azioni del senatore del Wisconsin hanno causato preoccupazione e sgomento nei nostri alleati all'estero e sono state invece di grande conforto per i nostri nemici. E di chi è la colpa? Non soltanto sua: non è stato lui a creare questo clima di paura, lui l'ha solo sfruttato, con un discreto successo, aggiungerei.
Cassio aveva ragione: "La colpa, caro Bruto, non è nelle nostre stelle, ma in noi stessi".
Buona notte e buona fortuna.

Nessun commento:

Posta un commento