venerdì 31 dicembre 2010

Una nota su FaceBook desta l'IRA di tale Viviana Hammill alias di Licia Palmentieri di Italia dei Diritti - UPDATED!

Ed ecco che  RIVENDICA la propria identita'.  Incredibile!!!
Chiaramente adesso DEVE assumersi anche la responsabilita' di quel che ha scritto nei giorni passati appellando in modo "DISCUTIBILE" (ma discutibile non sembrerebbe) persone a lei NON GRADITE identificandole - e qui è il punto - per nome e cognome.
Ci conferma dunque che tutto cio', a nostro danno, è avvenuto sotto la Sua supervisione? Sembrerebbe proprio di sì.... :-(

Buon Anno Sig.ra Licia Palmentieri. 


(Screenshot del 31/12/2010 ore 22.45)

Di chi sta parlando? A noi proprio non interessa. Interessa, invece, LEGARE una persona REALE ai post di cui agli screenshot allegati.

 E qui sembrerebbe palesata l'altra volontà...
quella di cui si stanno interesserando altri piu' esperti di diritto ecc. ecc.
Sta tutto scritto. (Screenshot del 01/01/2011 ore 0.50)


SEGUE LA COPIA DEI POST GIORNO NATALE. LA SIGNORA PREFERISCE I GIORNI DI FESTA, SEMBREREBBE.
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Questa la nota
http://www.facebook.com/note.php?note_id=10150344429855005

E QUESTE LE REAZIONI DEGNE, PROBABILMENTE, DI CENSURA PENALE... leggete... leggete.





http://www.facebook.com/profile.php?id=1429156931
Michela Bianca Enne
http://www.facebook.com/profile.php?id=100000999716049
MChiara Grimaldi
http://www.facebook.com/GianlucaCicinelli
http://www.facebook.com/profile.php?id=100000561970638
Arianna Martignon

http://www.facebook.com/profile.php?id=1812581918
Rita Gallo
http://www.facebook.com/GianlucaCicinelli
Gianluca Cicinelli
http://www.facebook.com/profile.php?id=735838429
Maria Elena Abbate
http://www.facebook.com/elena.romanello
Elena Romanello
http://www.facebook.com/giuliano.ciapetti
Giuliano Ciapetti

http://www.facebook.com/profile.php?id=100000793016159
Anima Fragile

http://www.facebook.com/chicchiriki
Barbara Stufa
http://www.facebook.com/profile.php?id=100000913675768
Paola Tonolli
 



Tutto questo- COMMENTI INCLUSI - salla bacheca della pagina gestita da vh (Viviana Hammill, alias di Licia Palmentieri)

Wow... che classe!!!


Cara Viviana Hammill... lasciatelo dire:
HAI DAVVERO UNO STRANO MODO DI INTENDERE IL RISPETTO, I DIRITTI E LA LIBERTA'...

E anche se non te lo vorresti far dire, io lo dico lo stesso. E' un mio DIRITTO!


A te, VIVIANA HAMMILL,
Giudice ti dovevan fare!!! 
Forse in quel caso avresti potuto CONCEDERTI "certi" scritti.
Così NON SI PUO'...
Ci si mette nei pasticci.


ALTRI POST E COMMENTI, SEMPRE SULLA BACHECA DELLA PAGINA DI FB GESTITA DA VIVIANA HAMMILL (VH) - LA PAGINA RESTERA' IN COSTANTE AGGIORNAMENTO.
PARREBBE (il condizionale è prudenziale) EVIDENTE LA VOLONTA' DIFFAMATORIA (Adesso passibile di riunione sotto il vincolo della continuazione)


Proprio il caso di dire che "non se cheta....!!!"



Bah... ci consulteremo con i nostri legali...  

IN APPENDICE... 

sempre a futura memoria specificando- ULTERIORMENTE - che tutto il materiale pubblicato proviene da pagine PUBBLICHE. E che pertanto non esiste alcuna violezione della privacy.






Gia', Gianluca Cicinelli... se FOSSE come ella dice... se fosse!!!


Curioso che gli ultimi post avvengano, 
nonostante l'asserito scambio di mail private, 
su una bacheca pubblica. 
Ma non era tanto importante la privacy?!? 
:-P



E con il placet dell'admin, proprio non si fermano. 
Eppure hanno avuto pure il tempo di riflettere. 


E insiste la nostra ADMIN! 

Ma dentro l'associazione in cui operi,
Viviana Hammill,
si usa "apostrofare" in questo modo?


Un problema NUOVO è che NEMMENO si rende conto che i danni se li sta facendo da sola.
IO EVIDENZIO SOLO QUELLO CHE LEI SCRIVE O PERMETTE AD ALTRI DI SCRIVERE.
Questo è davvero incredibile. Ma spiega tante cose della nostra italietta. 
Dove chi grida piu' forte puo' far credere di aver ragione.

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La Signora Licia Palmentieri pensa evidentemente di risolvere il SUO problema cercando di far saltare i nervi a qualcuno ma non ha compreso la quantita' di autocontrollo che esiste da queste parti. E sbaglia anche nella sostanza: non si tratta di una egoistica battaglia personale. Con queste battaglie, personalmente, ci si rimette e basta. Si tratta, invece, di non accettare di salvarsi da soli e di far sì che da una TRISTISSIMA vicenda personale MATURINO gli strumenti affinché altre persone e bambini possano sottrarsi a questo sistema che di PREPOTENZA VIVE.
La signora Palmentieri che tiene tanto alla propria privacy non sembra minimamente preoccupata di quella altrui. E continua... 


Nessun femminismo giapponese... nessuna ferita medicata... 
E quindi si mette male... signora  Licia Palmentieri alias Viviana Hammill

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Non ancora soddisfatta, la Signora Licia Palmentieri continua a "difendere" la sua posizione: scrive e lascia che si scriva...

Ecco altre perle. Tutte supervisionate dalla Licia Palmentieri

n.b. Per l'occasione, evidentemente davvero speciale, abbiamo anche l'esperto di PAS. Proprio lui... il prof. Andrea Mazzeo. Da non credere: formula pure diagnosi a distanza, le rende pubbliche e via dicendo...





Insultare SEMBRA sia una PECULIARITA' di questa pagina
GESTITA DALLLA SIGNORA LICIA' PALMENTIERI.
Ricordiamo che la pagina in questione è una PAGINA PUBBLICA.
VISIBILE A CHIUNQUE!





In base alle informazioni in nostro possesso la Signora Licia Palmentieri che gestisce la pagina dalla quale provengono agli screenshot  ha un ruolo istituzionale (viceresponsabile.. ecc. ecc.) all'interno di una certa associazione denominata Italia dei Diritti.

Appare grave che un rappresentante di una associazione che DIALOGA con le istituzioni GESTISCA poi una pagina PALESEMENTE ILLEGALE ove vengono SPRECATI insulti e quant'altro... TUTTO CIO', PRIMA CHE CONTRARIO ALLE PRESCRIZIONI DI LEGGE, E' CONTRO LE NORME ETICHE CHE REGOLANO LA CIVILE CONVIVENZA.

Sarebbe bastato applicare la legge sull'affido condiviso per evitare questo omicidio!

Antonio Silvestro ha confessato. «Non volevo che i miei figli vivessero con un altro uomo»

Omicidio a Castelnuovo, l'assassino confessa. E' Antonio Silvestro, ex marito della compagna di Andrea Giacomelli

Casoria 30 Dicembre 2010 ore 23:30:32
La confessione durante l'interrogatorio dei carabinieri a Casoria (Napoli)

E' Antonio Silvestro, 40 anni, incensurato, ex marito di Rita Castoldo, la donna con cui Andrea Giacomelli aveva una relazione, l'assassino del consigliere comunale ucciso questa mattina all'alba a Castelnuovo Magra.

Antonio Silvestro ha confessato. «Non volevo che i miei figli vivessero con un altro uomo»

La confessione è arrivata durante l'interrogatorio da parte dei carabinieri a Casoria (Napoli), dove è stato fermato nel pomeriggio.

Gli investigatori hanno subito pensato ad un delitto passionale e Silvestro, dopo diverse ore di interrogatorio, è crollato ed ha confermato ciò che i carabinieri spezzini erano riusciti a ricostruire dalle prime battute delle indagini.

Prima di Natale Silvestro aveva portato ai nonni i due figli che vivevano con la madre. Successivamente è tornato a Castelnuovo dove ha organizzato e portato a termine l'omicidio di Giacomelli. Ora si dovrà ricostruire con precisione la dinamica dell'omicidio che per le brutali caratteristiche è sembrata un'esecuzione a sangue freddo.

Antonio Silvestro non più tardi di un anno fa viveva a Catelnuovo e lavorava in una ditta di marmi. Adesso si trova nel carcere di Poggioreale. 


[Fonte http://www.cronaca4.it/cronaca/lassassino_ha_confessato_e_antonio_silvestro_ex_marito_della_compagna_di_andrea_giacomelli.htm] 

Class Action, a gennaio la richiesta, anche per il CSM, della condanna per la mancata vigilanza sulla applicazione della L. 54/2006.

Il prossimo 13 Gennaio ADIANTUM, per mano del Responsabile Ufficio Legale avv. Davide Romano, depositerà al TAR l'istanza contro il Ministero di Giustizia, chiedendo l'ammissibilità del procedimento collettivo e la condanna (anche per il CSM) per la mancata vigilanza sulla mancata applicazione della L. 54/2006. 

Nelle settimane successive al deposito della diffida (15 Ottobre), infatti, nessun segnale è giunto dai destinatari (Ministero e CSM), e i 90 giorni previsti dal decreto legislativo che ha istituito la Class Action stanno per scadere. 

Nessuna sorpresa, pertanto, da chi in questi cinque anni dall'entrata in vigore della Riforma ha girato la testa facendo finta di non vedere ciò che succede ancora oggi in tutte le aule di tribunale italiane. Nel frattempo, però, è montato a dismisura il malcontento delle famiglie separate e, sopratutto, l'esposizione mediatica del disagio esistenziale da parte di tutti coloro che subiscono lo scandalo del falso condiviso. Durante il 2010, poi, tale disagio è stato testimoniato sempre più da personaggi anche noti. Timperi in primis, ma anche Bocelli e, recentemente, Morgan. 

Il Segretario Nazionale di ADIANTUM, Alessio Cardinale, e il Presidente Turnario, Andrea Carta, dichiarano congiuntamente: "per ADIANTUM il deposito dell'istanza al TAR non è un punto di arrivo, ma una data di partenza. Qualunque sarà l'esito, procederemo speditamente per una condanna dell'Italia presso la Corte Europea dei diritti dell'uomo. L'anno che si apre sarà denso di avvenimenti sul tema della tutela dei minori, e non si escludono veri e propri punti di svolta sul condiviso. L'azione di sostegno al DDL 957 sarà incessante. Due le emergenze da affrontare con grande impegno: la riforma della responsabilità civile dei  magistrati, ferma ancora oggi alla imbarazzante e iniqua legge Vassalli, e la modifica dell'art. 5 c.2 della L. 149/2001, che attribuisce un potere abnorme ai servizi sociali. 

Riguardo alla responsabilità dei giudici sarà importante sostenere con ogni mezzo il disegno di legge dell'On. Bernardini (Radicali), mentre per il secondo aspetto, durante il 2011, imbastiremo una nuova Class Action proprio contro l'operato degli assistenti sociali, sia in tema di scarsa vigilanza che in quello di preparazione professionale. Gli allontanamenti immotivati di bambini dal proprio nucleo familiare verranno denunciati puntualmente e con più vigore. Se quest'anno abbiamo lasciato aperto uno spiraglio alla diplomazia, confidando nel buon senso delle Istituzioni, nel 2011, in assenza di segnali positivi, quello spiraglio si chiude: faremo sempre i nomi di chi sbaglia". 

Adiantum informa, inoltre, che è allo studio dell'Ufficio Legale una iniziativa collettiva che promuova un giudizio sull'operato del mondo della scuola. 

[Fonnte adiantum.it]

giovedì 30 dicembre 2010

Un’odissea giudiziaria per l’affidamento del bambino finisce davanti al Csm: quel magistrato ha un pregiudizio

Padre denuncia giudice

Avellino- Un’odissea giudiziaria, iniziata dopo il divorzio. Vissuta da un padre con l’angoscia di dover rinunciare al figlio e conclusa con la segnalazione di un giudice del tribunale di Avellino al Consiglio superiore della magistratura e la decisione - comunicata al presidente del palazzo di giustizia di piazzale de Marsico - di rinunciare a qualsiasi tipo di difesa nel prosieguo del procedimento avviato nei suoi confronti. E non solo: la “comunicazione” ufficiale ai magistrati che in caso di condanna pecuniaria «non sarò in grado di attenermi all’ordinanza » perchè non voglio «negare a mio figlio un giocattolo nel giorno di Natale, il pigiama, le scarpe, il libro delle favole, il pallone, i vestiti, il riscaldamento, le merendine, lo zoo, un film al cinema ». Una storia emblematica, simile a quella di tanti traumatici divorzi. Il dramma dei papà, spesso sottovalutato. Al punto che sono nate diverse associazioni che tutelano i loro diritti di genitori separati e con figli. «Sono finito in questo mondo surreale - racconta Francesco F., di Avellino - quattro anni fa. Insieme a mia moglie e al bambino, che aveva tre anni. Se allora mi avessero predetto quello che sarebbe avvenuto e che sta avvenendo, non ci avrei creduto. E avrei fatto male».

Cosa è accaduto...
«Sintetizzo. Ricorso giudiziale, udienza presidenziale rinviata per assenza giustificata da certificato medico, e con la conseguenza che non ho potuto vedere mio figlio per sette mesi, contro ricorso giudiziale, udienza presidenziale, ricorso in corte d’appello, ricorso al tribunale dei minori...»

Perchè anche il tribunale dei minori?
«Mio figlio aveva una anoressia di tipo psicologico, certificata in ospedale ma mia moglie non aveva intenzione di prestargli le cure individuate dopo la diagnosi...»

E poi...
«Ispezione degli assistenti sociali, ctu psicologica a seguito del ricorso urgente che mi è stato opposto per l’individuazione della scuola elementare in cui iscrivere il bambino. E ancora una nuova ctu psicologica per verificare se fosse ancora la migliore soluzione l’affido condiviso al cinquanta per cento con il pernottamento del piccolo per tredici giorni al mese presso la mia abitazione».

Una storia infinita...
«Infatti. Comunque, nonostante il giudizio sia ancora in corso, da questo labirinto fantascientifico ne sono uscito “vivo” e senza conseguenze (ho mantenuto intatto il mio rapporto con il bambino e i miei tredici giorni e tredici notti insieme a lui), ma non indenne. Si diventa sempre più timidi, insicuri. Ci si domanda cosa succederà ancora. Il portafogli si svuota e la testa si riempie di incertezze, di paura e un po’ di vergogna».

Solo processi civili?
«Purtroppo no. Spero di uscire indenne dal processo penale e che mi vede imputato. Si sta celebrando in tribunale per presunti maltrattamenti denunciati da mia moglie a cavallo delle udienze presidenzali. E’ superfluo dire che questi fatti non sono mai avvenuti. Ma non solo...»

Cioè...
«Spero di passare indenne anche il giudizio del giudice di pace al quale mia moglie si è rivolta per il riconoscimento della mia quota spese straordinarie sostenute per il bambino. Ma il sapone, il dentifricio, gli integratori alimentari, le goccine di acqua salata per il naso, il sapone intimo femminile, la pomatina per le gengive e via di seguito, le sembrano spese straordinarie? Tant’è che andremo a rispondere anche di questo in tribunale. Ma consideri che solo per mio figlio corrispondo 500 euro al mese e per mia moglie altri duecento...»

La sua situazione economica...
«Sono un piccolo commerciante. Mia moglie lavora, è un dipendente pubblico. Ha la casa coniugale, altri fabbricati e terreni. Cose che io non ho. Queste cose le ho provate e sottoposte al giudice...»

E allora?
«Ha ordinato delle indagini della finanza per trovare conferme. Le ha trovate, dopo cinque mesi. Ma non è servito a nulla. Il magistrato, con un gioco di prestigio, mi ha attribuito potenzialità di reddito derivanti da un mestiere che non ho mai fatto. A niente è servito provare con fatti e documenti che svolgo un’altra professione. E che quelle potenzialità in realtà non esistono. Dove non hanno potuto gli atti - evidentemente - hanno avuto ragione i pre-giudizi, quelli che un giudice non dovrebbe mai avere».

Quindi...
«Questo è il motivo che mi ha spinto a denunciare i fatti al Consiglio superiore della magistratura. Ed è sempre questo il motivo che mi ha convinto a comunicare al presidente del tribunale di Avellino che nel giudizio civile in corso non opporrò più alcuna difesa: se i documenti non servono figuriamoci che valore avrà la mia testimonianza. Se il giudice ha già deciso emetta pure la sentenza ».

Teme conseguenze?
«Da oggi in poi potrei essere massacrato da quel giudice o da chi per esso deciderà di annullarmi anche come padre e che faranno di tutto per delegittimarmi e in qualche modo umiliarmi».

La sua paura più grande?
«So che probabilmente raggiungeranno lo scopo di dividermi da mio figlio. Fino a ora non ci sono riusciti con le Ctu e con gli assistenti sociali. Domani ci riusciranno, perchè sarei nella materiale impossibilità di versare l’assegno di mantenimento impostomi a seguito di un provvedimento assurdo e abnorme. Le ripercussioni giudiziarie saranno inevitabili. Eppure...»

Eppure...
«C’è un momento in cui devi scegliere da che parte stare. C’è un momento in cui devi scegliere tra l’orgoglio e la dignità. C’è un momento in cui devi condividere con gli altri la tua esperienza e non ti puoi più nascondere, vergognarti. Non puoi subire tutte le ingiustizie in silenzio. Non puoi non denunciare le “incapacità”, l’incompetenza di chi ti deve tutelare applicando la legge. Massacrato sì, ma vigliacco no. Devo avere il coraggio di guardare mio figlio negli occhi con fierezza. Perderò la mia battaglia, ma almeno ci avrò provato».



[Fonte http://www.ottopagine.net/common/interna.aspx?id=12301]

mercoledì 29 dicembre 2010

Identità complesse, per figli dei genitori separati - di Valeria Randone

Nella società di oggi, il tasso delle separazioni aumenta con modalità esponenziali, così come la formazione delle seconde unioni. I figli, protagonisti assoluti di tali eventi, vivono con modalità destruenti la separazione, che genera grandi quote di angoscia, paura e sofferenza all’interno della vita psichica e relazionale dei bambini. Proveniamo da una totale assenza di educazione all’emotività, sessualità e relazionalità, ed in condizioni estreme, nutrite ed amplificate dalla sofferenza e dai sensi di colpa per il fallimento di un matrimonio, questa assenza di formazione si avverte ancora di più.

Non esiste una "preparazione alla separazione", i coniugi infatti , mettono in discussione tutto, spesso senza tregua, rivisitando all’ insegna del dolore e della rabbia loro stessi, il legame, il loro passato e, soprattutto la genitorialità, che diviene il campo di battaglia per legali, mantenimenti e manipolazioni affettive. Le dinamiche psichiche che muovono le fila di una separazione, vengono amplificate da acredine, comportamenti scarsamente adattivi e, spesso manipolativi.

La separazione, come evento psichico e non legale, viene paragonato ad una "condizione di lutto" , con l’aggravante che dal coniuge vivente non ci si può separare mai del tutto, in special modo quando ci sono figli in comune. Il " divorzio psichico" è un processo emotivo che necessita di tempi lunghi e di un passaggio obbligato attraverso parecchie fasi, intrapsichiche e relazionali.

La separazione , viene caratterizzata dalla perdita di parti della propria identità legate all’altro( Il Sé comune, il proprio Sé come coniuge, il Sé amato e pensato dall’altro ), è un processo di elaborazione del lutto a tutti gli effetti, così come quando si perde una persona cara, perché deceduta. La perdita, impone una ristrutturazione dell’identità del separato, l’unico ambito certo e legato alla sfera dell’identità , rimane la genitorialità.

I figli, alla luce di questi disfunzionali processi psichici ed emozionali, vengono iperinvestiti di altro da loro, diventano "partner sostitutivi",( prendono il posto del genitore che è andato via), oggetti del desiderio, strumenti consolatori di angosce genitoriali, dando spesso vita ad un processo disfunzionale detto: inversione di ruoli( bambini genitorializzati), bambini, che consolano e proteggono il genitore sofferente.


A seguito di questi meccanismi, la sofferenza dei bambini, non trova spazio per poter essere espressa , sono costretti così a reprimerla e metterla a tacere, con il rischio di vivere dolorose somatizzazioni. I bambini, corrono il rischio di rimanere danneggiati, se non hanno avuto lo spazio ed il tempo necessario per esprimere il loro dolore, sviluppano così "identità fragili", abitate da dubbi, incertezze, in un mondo sentito come ostile e portatore di dolore e sofferenza.


Il bambino però, può sopravvivere e superare la separazione dei genitori, se entrambi i genitori remeranno a favore, verso lo stesso obiettivo e stessa traiettoria( la genitorialità), senza svalutare l’altro, screditarlo, danneggiarlo, ma custodendo con e per il figlio, un’ immagine di "genitore buono", in modo che il bambino possa introiettarla, custodirla ed adoperarla in seguito.
 
Dottoressa Valeria Randone

Fonte: cataniaoggi.com

domenica 26 dicembre 2010

Ci proclamiamo difensori della libertà

Non dobbiamo confondere il dissentire con il tradire. Dobbiamo sempre ricordare che un'accusa non è una prova e che la colpevolezza dipende da prove concrete e dall'esito di un regolare processo.
Non cammineremo nel timore l'uno dell'altro, non sprofonderemo in un'epoca d'irragionevolezza se ci affideremo alla nostra storia e alla nostra dottrina e terremo a mente che non discendiamo da uomini timorosi, da uomini che avevano paura di scrivere, di riunirsi, di parlare e di difendere con passione cause che erano impopolari.



Non è il momento di restare in silenzio per chi è contrario ai metodi del senatore McCarthy e neanche per chi li approva.
Possiamo negare la nostra eredità e la nostra storia, ma non possiamo sfuggire alle conseguenze di questo nostro atto. Ci proclamiamo (e in effetti lo siamo) difensori della libertà, ovunque essa continui ad esistere nel mondo, ma non possiamo difenderla altrove se a casa nostra la calpestiamo.
Le azioni del senatore del Wisconsin hanno causato preoccupazione e sgomento nei nostri alleati all'estero e sono state invece di grande conforto per i nostri nemici. E di chi è la colpa? Non soltanto sua: non è stato lui a creare questo clima di paura, lui l'ha solo sfruttato, con un discreto successo, aggiungerei.
Cassio aveva ragione: "La colpa, caro Bruto, non è nelle nostre stelle, ma in noi stessi".
Buona notte e buona fortuna.

sabato 25 dicembre 2010

Nuove compagne, esseri di serie C. Discriminate come i papà - di Beatrice

Se i padri sono genitori di serie B dotati di bancomat, le loro nuove compagne sono esseri di serie C (in quanto non sono nemmeno genitori del minore), però tornano utili alle madri, quelle vere, come bancomat "aggiuntivo", e vengono anch'esse discriminate dai giudici, al pari del compagno con il quale hanno osato congiungersi, salvo poi essere considerate alla stessa stregua di riserve auree. 

I compagni delle madri invece possono "pascolare" beatamente nelle case degli ex, fruire dei soldi dell´ex marito e farsi chiamare abusivamente "papà" (dalla regina madre di turno, senza scrupoli) anche se non sono neanche lontanamente genitori... 

Esistere in quanto portafoglio, ecco qual'è la massima del nostro sistema. E meno male che i magistrati sentenziano pomposamente, nelle aule dei tribuanali, che i bambini non sono una merce....Ma se sono loro i primi a deciderne "il valore di mercato" ! 

Per non parlare dei figli di serie A (quelli delle regine madri) e dei figli di serie B (quelli delle seconde mogli o compagne). Lì si apre una voragine di ingiustizia e di discriminazione, stavolta sulla pelle dei piccolini. 

Questi magistrati ci giudicano superficialmente e male, per loro ci vorrebbe un giudizio divino anticipato, con passaggio "terapeutico" tra le fiamme dell'inferno...

Fonte:adiantum.it

La mediazione familiare: strumento per la giusta applicazione dell´affido condiviso

Commento di Sonia Chiaravallotti a Tribunale Lamezia Terme, sez. civile, ordinanza 11.03.2010.

La Legge 8 febbraio 2006, n. 54 ha introdotto l’istituto dell’affidamento condiviso quale regime normalmente operante in luogo dell’affidamento esclusivo per tutte le ipotesi di rottura del rapporto di coniugio riconoscendo così ai figli una posizione di assoluta preminenza rispetto agli interessi dei separandi. Attraverso un mutamento di prospettiva il legislatore ha riconosciuto ai figli il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, “anche” in caso di loro separazione (art. 155 c.c.). L’avverbio “anche” sottolinea la necessità che la decisione delle parti di modificare la coppia coniugale non si ripercuota sulla coppia genitoriale, equiparando i figli di genitori separati ai figli di genitori non separati.

La lettura del novellato art. 155 c.c., svela il mutamento di prospettiva anche attraverso il linguaggio, tant’è che in relazione al termine “figli” non pone più quello di “coniugi”, bensì quello di “genitori”, salvaguardando in tal modo le relazioni verticali della famiglia in modo prioritario rispetto alle relazioni orizzontali.

Pertanto il nostro legislatore ha dimostrato, sancendo in maniera incontrovertibile il principio della bigenitorialità, di aver preso atto dei mutamenti sociali conseguenti ai deficit subiti dai minori a causa dell’alienazione di uno dei genitori, ponendo il nostro ordinamento in linea sia con la Costituzione (artt. 2-3-29-31), sia con le Convenzioni internazionali (Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo firmata a Roma il 4 novembre 1950, Convenzione dei diritti del fanciullo firmata a New York il 20 novembre 1989, Convenzione europea sull’esercizio dei diritti del fanciullo, adottata dal Consiglio d’Europa a Strasburgo il 25 gennaio 1996).


In tale contesto il giudice ha il prezioso compito di rendere edotte le parti circa la validità dell’affidamento condiviso e di sollecitarne l’applicazione concreta.

Il giudice quindi, va ben oltre un frettoloso tentativo di conciliazione, tentativo inadeguato ed insoddisfacente per tutti gli attori coinvolti, considerata la portata degli eventi sui quali va ad incidere. Questo è quanto accaduto nel caso di specie, allorquando nella fase dell’udienza presidenziale, il padre della minore, pur avendo, in seno all’accordo presentato per l’omologa, prestato consenso all’affidamento esclusivo della figlia alla madre, in conseguenza dell’ “approccio esplorativo” del Presidente in merito alle reali intenzioni delle parti, ha espresso il desiderio di salvaguardare il rapporto genitoriale, secondo modalità compatibili con il regime di affidamento condiviso, sul presupposto della errata valutazione ex adverso compiuta delle proprie capacità genitoriali. Come noto, infatti, il giudice, in ossequio all’art. 155 sexies II comma, in seguito alla valutazione di opportunità del tentativo di mediazione familiare, sentite le parti ed ottenuto il loro consenso, “può rinviare l’adozione dei provvedimenti di cui all’art. 155 per consentire che i coniugi avvalendosi di esperti, tentino una mediazione per raggiungere un accordo, con particolare riferimento alla tutela dell’interesse morale e materiale dei figli.” Pertanto, in sede di udienza presidenziale le parti sollecitate dal Presidente a prendere atto della nuova gestione familiare alla quale avrebbero dovuto provvedere in seguito alla separazione, hanno accolto positivamente l’invito a seguire il percorso di mediazione familiare. Entrambi, infatti, hanno partecipato agli incontri previsti ed insieme, come coppia genitoriale, sono riusciti a far fronte alla necessità di costruire un clima di fiducia e un contesto collaborativi al fine di raggiungere un accordo nell’interesse primario della figlia minore in ordine all’affidamento della stessa ad entrambi.

L’ausilio dei mediatori continua e porta a compimento la mediazione iniziata dal Presidente in questa prima fase. Se da un lato l’introduzione dell’istituto della mediazione familiare potrebbe essere visto come una ulteriore possibilità offerta per esperire un tentativo di riconciliazione, dall’altro il modus procedendi fa si che l’accordo, raggiunto o meno, fuoriesca dalla sua natura di negozio soggetto all’omologazione da parte del giudice, sconfinando in un’occasione per ripristinare, risanare o addirittura ricostruire i rapporti di famiglia. È innegabile la circostanza che rientra tra le finalità della mediazione familiare quella di offrire un supporto alla coppia per affrontare la separazione, promuovendo la cooperazione nella riorganizzare delle nuova relazione scaturente dalla stessa. Superato pertanto il concetto di una mediazione familiare prescrivibile nelle sole ipotesi in cui la coppia che intende separarsi non sia in grado da sola di raggiungere un accordo, essa può essere offerta in sede di separazione consensuale, ove un accordo è stato già confezionato, quale mezzo alternativo per raggiungere un’intesa diretta a regolamentare il nuovo menage familiare in modo tale da garantire al minore il diritto di mantenere in concreto un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.

Pertanto, in tale contesto l’invio della coppia in mediazione familiare si pone come occasione, positivamente accolta dalle parti, per far fronte alla necessità di costruire un clima di fiducia e un contesto collaborativi in cui sia possibile il raggiungimento di un accordo nell’interesse primario della figlia minore in ordine all’affidamento della stessa ad entrambi.
 
Tribunale di Lamezia Terme
Sezione Civile
Ordinanza11 marzo 2010
art. 155-sexies, comma II, c.c. - Numero di Ruolo Generale: 45/2010
Giudice: Pres. Dr. Giuseppe Spadaro
Nella causa promossa da: F. R. e da G. M., rappresentati e difesi dall’Avv. E. D. C.
avente ad OGGETTO: separazione consensuale
Il Presidente, dr. Giuseppe Spadaro,
• letto il ricorso introduttivo del procedimento ed ascoltate personalmente le parti comparse come da verbale di udienza;
• atteso il contrasto delle parti in merito all’affidamento esclusivo della minore C. di anni dieci;
• ravvisata l’opportunità di rinviare l'adozione dei provvedimenti di cui all'articolo 155 c.c. per consentire che i coniugi, avvalendosi di esperti, tentino una mediazione per raggiungere un accordo, con particolare riferimento alla tutela dell'interesse morale e materiale dei figli;
• rilevato che tali interessi non riguardano la sola sfera patrimoniale e che essi non sono realizzabili attraverso il semplice inserimento nell’accordo di separazione di previsioni attinenti ad un congruo sostentamento economico, ma postulano anche che in sede di separazione si pervenga ad una riorganizzazione del modello di famiglia in cui il minore possa realizzare il proprio diritto alla formazione e allo sviluppo della propria personalità;
• attesa la ratio della Mediazione, rivolta all’obiettivo di una gestione sana ed equilibrata della separazione, tenendo conto dei rapporti familiari non solo e non tanto orizzontali quanto, come nel caso di specie, soprattutto verticali;
• considerato, nell’ottica della mediazione familiare, che all’accesso alla prestazione degli esperti non osta la natura del procedimento (separazione consensuale), attesa la ratio della Mediazione nell’orbita dell’art. 155-sexies, comma II, c.c. , rivolto, in effetti, all’obiettivo di una gestione sana ed equilibrata della separazione, affinché la stessa non si risolva a detrimento dell’interesse morale e materiale della prole anche e soprattutto alla luce della finalità principale dettata dal novellato art. 155 c.c. di consentire l’esercizio della potestà genitoriale da parte di entrambi i coniugi al fine di permettere al minore di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale;
• sentite personalmente le parti, le quali, rese edotte sulla possibilità di avvalersi di esperti nella gestione della separazione, hanno manifestato il loro rispettivo interesse all’ausilio degli esperti;
• constatato che i coniugi hanno prestato il consenso al rinvio dei provvedimenti di cui all’art. 155 c.c. al fine di poter beneficiare della mediazione, come da verbale di udienza dell’11/03/2010;
• constatato, altresì, che i coniugi sono concordi nel rivolgersi al Collegio di Mediazione costituito in seno al Tribunale di Lamezia Terme;
visto l’art. 155-sexies, comma II, c.c.
il Giudice reputa opportuno consentire alle parti di avvalersi del Collegio di mediazione, costituito in seno al Tribunale di Lamezia Terme e composto da “esperti” in mediazione familiare di rinomata professionalità.
Ed invero, non può sottacersi che – nel caso di specie – l’esigenza della mediazione nasce, in maggior parte, dalla necessità di salvaguardare i rapporti verticali nella famiglia travolta dalla crisi familiare, pur dinnanzi alla esternazione – nella sede presidenziale – di un accordo di separazione già intervenuto.
Il Presidente, nella sua valutazione discrezionale – ai fini del rinvio di cui all’art. 155-sexies, comma II, c.c. - non si limita a verificare che ad acta risulti prodotto un negozio da omologare, ma accerta, anche, che la discussione di quell’accordo, dinnanzi ai mediatori, non possa rivelarsi l’occasione per ripristinare, rinsanire o addirittura ricostituire i rapporti di famiglia (in senso orizzontale, coniugio; in senso verticale: filiazione).
Le considerazioni fatte, accendono l’attenzione sul caso di specie dove, pur dinnanzi ad un accordo di separazione nel quale sono stati raggiunti, nell’interesse della minore, degli esaustivi accordi sugli aspetti economici, durante l’udienza presidenziale i genitori hanno manifestato una divergenza di idee riguardo alle modalità di affidamento della figlia minore.
In particolare il sig. M., pur avendo, in seno all’accordo presentato per l’omologa, prestato consenso all’affidamento esclusivo della figlia minore alla madre, ha tuttavia espresso il desiderio di salvaguardare (rectius: curare) il rapporto genitoriale con la figlia minore C., secondo modalità compatibili con il regime di affidamento condiviso, sul presupposto della errata valutazione ex adverso compiuta delle proprie capacità genitoriali.
Orbene, come oramai noto, l’affidamento condiviso, introdotto dalla legge 54/06 quale regola generale che guida il Giudice nell’adottare decisioni relative all’affidamento dei figli minori, prevede che la potestà genitoriale venga esercitata da entrambi i genitori i quali, in tal modo, mantengono anche dopo la separazione la piena responsabilità dei figli, e adottano, in modo congiunto, nei loro riguardi le decisioni più importanti quali quelle relative all’educazione, all’istruzione e alla salute, mentre per le altre questioni la potestà genitoriale è distribuita.
Dal canto suo l’affidamento esclusivo o monogenitoriale che ha a lungo rappresentato la regola nel sistema previgente, rivelatosi inadeguato strumento di tutela dell’effettivo interesse del minore, è stato ridotto dalla legge 8 febbraio 2006 n. 54 ad ipotesi d’eccezione e ciò alla luce del nuovo principio cardine della materia: quello della bigenitorialità quale diritto del figlio a mantenere rapporti stabili e duraturi con entrambi i genitori laddove non si versi in una delle ipotesi previste dagli artt. 330 e 333 c.c.
Nel caso di specie, non sussistendo alcune delle cause summenzionate, l’ausilio di esperti per avviare un percorso di mediazione è diretto a salvaguardare il primario interesse morale e materiale della figlia minore a conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale, affinché la separazione coniugale dei ricorrenti non si traduca indirettamente in una separazione genitoriale di uno di essi dalla propria figlia.
Pertanto, in tale contesto l’invio della coppia in mediazione familiare si pone come occasione, positivamente accolta dalle parti, per far fronte alla necessità di costruire un clima di fiducia e un contesto collaborativo in cui sia possibile il raggiungimento di un accordo nell’interesse primario della figlia minore in ordine all’affidamento della stessa ad entrambi.
È innegabile la circostanza che rientra tra le finalità della mediazione familiare quella di offrire un supporto alla coppia per affrontare la separazione, promuovendo la cooperazione nella riorganizzare delle nuova relazione scaturente dalla stessa.
Superato, alla luce delle ragioni sopra menzionate, il concetto di una mediazione familiare prescrivibile nelle sole ipotesi in cui la coppia che intende separarsi non sia in grado da sola di raggiungere un accordo, essa può essere offerta in sede di separazione consensuale, ove un accordo è stato già confezionato, quale mezzo alternativo per raggiungere un’intesa diretta a regolamentare il nuovo menage familiare in modo tale da garantire al minore il diritto di mantenere in concreto un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.
In un setting teleologicamente orientato alla realizzazione dei summenzionati diritti della prole, le parti potranno, invero, usufruire di uno spazio e di un tempo neutri in cui potersi ripensare come coppia che si separa, ma che deve necessariamente rimanere unita nell’esercizio della funzione genitoriale, per stabilire una nuova gestione, emotiva e pragmatica, della propria vita.
Aiutate così a ritrovare e mantenere l’attenzione sul ruolo di genitori, le parti vengono poste nella condizione di riconoscere i bisogni effettivi dei propri figli in modo tale da raggiungere degli accordi di separazione rispondenti ai reali interessi del minore.
Alla luce di tutto quanto sin qui esposto, rilevato che i coniugi sono stati sentiti ed hanno prestato il loro consenso,
 
P.Q.M.
 
il Giudice rinvia l’udienza affinché le parti possano rivolgersi al Collegio di Mediazione dove avvalersi degli esperti nominati e tentare di raggiungere un accordo, con particolare riferimento alla tutela dell'interesse morale e materiale dei figli.
La responsabile dell’Ufficio di mediazione, verificato il calendario delle sedute ed ascoltate le richieste delle parti, indicherà, per l’attività di mediazione, la data in cui i coniugi dovranno presentarsi presso i locali del predetto Ufficio di Mediazione Familiare del Tribunale di Lamezia Terme.
Rinvia, ai sensi dell’art. 155-sexies, comma II, c.c. , l’adozione dei provvedimenti di cui all’art. 155 c.c. all’udienza del 24/06/2010.
Lamezia Terme 11 marzo 2010.
IL PRESIDENTE (dr. Giuseppe Spadaro)

Fonte: altalex.it - Sonia Chiaravallotti

Adesso è tutto piu' chiaro.... Italia dei Diritti. I diritti di chi? Buon Natale anche a te, Viviana Hammill ... (Copia di una nota su FaceBook)




quindi... par di capire che
VIVIANA HAMMILL = alias di LICIA PALMENTIERI



= MASANIELLA
= "No alla violenza sulle donne" versione come dalla foto sottostante


Adesso è tutto piu' chiaro. Possiamo giocare a "carte scoperte".

Una nota su FaceBook desta l'IRA di tale Viviana Hammill probabile alias di Licia Palmentieri di Italia dei Diritti.

Questa la nota
http://www.facebook.com/note.php?note_id=10150344429855005

E QUESTE LE REAZIONI DEGNE, PROBABILMENTE, DI CENSURA PENALE... leggete... leggete.





http://www.facebook.com/profile.php?id=1429156931
Michela Bianca Enne
http://www.facebook.com/profile.php?id=100000999716049
MChiara Grimaldi
http://www.facebook.com/GianlucaCicinelli
http://www.facebook.com/profile.php?id=100000561970638
Arianna Martignon

http://www.facebook.com/profile.php?id=1812581918
Rita Gallo
http://www.facebook.com/GianlucaCicinelli
Gianluca Cicinelli
http://www.facebook.com/profile.php?id=735838429
Maria Elena Abbate
http://www.facebook.com/elena.romanello
Elena Romanello
http://www.facebook.com/giuliano.ciapetti
Giuliano Ciapetti

http://www.facebook.com/profile.php?id=100000793016159
Anima Fragile

http://www.facebook.com/chicchiriki
Barbara Stufa
http://www.facebook.com/profile.php?id=100000913675768
Paola Tonolli
 



Tutto questo- COMMENTI INCLUSI - salla bacheca della pagina gestita da vh (Viviana Hammill, alias di Licia Palmentieri)

Wow... che classe!!!


Cara Viviana Hammill... lasciatelo dire:
HAI DAVVERO UNO STRANO MODO DI INTENDERE IL RISPETTO, I DIRITTI E LA LIBERTA'...

E anche se non te lo vorresti far dire, io lo dico lo stesso. E' un mio DIRITTO!


A te, VIVIANA HAMMILL,
Giudice ti dovevan fare!!! 
Forse in quel caso avresti potuto CONCEDERTI "certi" scritti.
Così NON SI PUO'...
Ci si mette nei pasticci.


ALTRI POST E COMMENTI, SEMPRE SULLA BACHECA DELLA PAGINA DI FB GESTITA DA VIVIANA HAMMILL (VH) - LA PAGINA RESTERA' IN COSTANTE AGGIORNAMENTO.
PARREBBE (il condizionale è prudenziale) EVIDENTE LA VOLONTA' DIFFAMATORIA (Adesso passibile di riunione sotto il vincolo della continuazione)


Proprio il caso di dire che "non se cheta....!!!"



Bah... ci consulteremo con i nostri legali...  

IN APPENDICE... 

sempre a futura memoria specificando- ULTERIORMENTE - che tutto il materiale pubblicato proviene da pagine PUBBLICHE. E che pertanto non esiste alcuna violezione della privacy.






Gia', Gianluca Cicinelli... se FOSSE come ella dice... se fosse!!!


Curioso che gli ultimi post avvengano, 
nonostante l'asserito scambio di mail private, 
su una bacheca pubblica. 
Ma non era tanto importante la privacy?!? 
:-P



E con il placet dell'admin, proprio non si fermano. 
Eppure hanno avuto pure il tempo di riflettere. 


E insiste la nostra ADMIN! 

Ma dentro l'associazione in cui operi,
Viviana Hammill,
si usa "apostrofare" in questo modo?


Un problema NUOVO è che NEMMENO si rende conto che i danni se li sta facendo da sola.
IO EVIDENZIO SOLO QUELLO CHE LEI SCRIVE O PERMETTE AD ALTRI DI SCRIVERE.
Questo è davvero incredibile. Ma spiega tante cose della nostra italietta. 
Dove chi grida piu' forte puo' far credere di aver ragione.

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La Signora Licia Palmentieri pensa evidentemente di risolvere il SUO problema cercando di far saltare i nervi a qualcuno ma non ha compreso la quantita' di autocontrollo che esiste da queste parti. E sbaglia anche nella sostanza: non si tratta di una egoistica battaglia personale. Con queste battaglie, personalmente, ci si rimette e basta. Si tratta, invece, di non accettare di salvarsi da soli e di far sì che da una TRISTISSIMA vicenda personale MATURINO gli strumenti affinché altre persone e bambini possano sottrarsi a questo sistema che di PREPOTENZA VIVE.
La signora Palmentieri che tiene tanto alla propria privacy non sembra minimamente preoccupata di quella altrui. E continua... 


Nessun femminismo giapponese... nessuna ferita medicata... 
E quindi si mette male... signora  Licia Palmentieri alias Viviana Hammill

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Non ancora soddisfatta, la Signora Licia Palmentieri continua a "difendere" la sua posizione: scrive e lascia che si scriva...

Ecco altre perle. Tutte supervisionate dalla Licia Palmentieri

n.b. Per l'occasione, evidentemente davvero speciale, abbiamo anche l'esperto di PAS. Proprio lui... il prof. Andrea Mazzeo. Da non credere: formula pure diagnosi a distanza, le rende pubbliche e via dicendo...





Insultare SEMBRA sia una PECULIARITA' di questa pagina
GESTITA DALLLA SIGNORA LICIA' PALMENTIERI.
Ricordiamo che la pagina in questione è una PAGINA PUBBLICA.
VISIBILE A CHIUNQUE!





In base alle informazioni in nostro possesso la Signora Licia Palmentieri che gestisce la pagina dalla quale provengono agli screenshot  ha un ruolo istituzionale (viceresponsabile.. ecc. ecc.) all'interno di una certa associazione denominata Italia dei Diritti.

Appare grave che un rappresentante di una associazione che DIALOGA con le istituzioni GESTISCA poi una pagina PALESEMENTE ILLEGALE ove vengono SPRECATI insulti e quant'altro... TUTTO CIO', PRIMA CHE CONTRARIO ALLE PRESCRIZIONI DI LEGGE, E' CONTRO LE NORME ETICHE CHE REGOLANO LA CIVILE CONVIVENZA.