domenica 31 ottobre 2010

Ho due figli di 14 e 9 anni, ma vivo solo dei loro ricordi...- di Annalisa M.

Spero che nelle separazioni giudiziali si intervenga con operatori preparati e soprattutto trasparenti nel rispetto del diritto alla bigenitorialità. Come mamma di due splendidi ragazzi, oggi sono costretta a vivere soltanto dei loro ricordi; dal 2008 non riesco più a vederli. 

Dal 2006, in seguito a separazione giudiziale, vi è stato un affido condiviso, con collocamento dei minori alla madre e divisione della casa coniugale. Ciò permise al padre di massacrare la volontà dei piccoli che dovettero schierarsi dalla parte del genitore predominante.

Artatamente, il padre con l´ausilio della propria madre, facendo ostruzionismo e denigrando la figura materna, riuscì a far cambiare il collocamento e successivamente annullare la madre. Infatti non adempì agli obblighi genitoriali e ciò perdurò grazie alla confusione e alla menzogna. Ne scaturì una grave psicopatologia per la figliola di appena 12 anni e un grave disagio per il figlio minore.

Questi dovette rimuovere i ricordi positivi avuti con la mamma e incredibilmente un 709 ter impose incontri protetti con la madre. Nessun operatore fu in grado di far incontrare i figlioli con la loro madre. Le lungaggini processuali e la notevole confusione isolarono completamente la figura materna.

Nonostante continue sollecitazioni agli organi competenti e all´ambiente in cui i minori vivevano non fu possibile mantenere vivo il legame d´attaccamento. Nel 2009,su ordine del Trib. dei Min. interviene una mediazione familiare, in cui la psichiatra evidenzia una grave forma di PAS. Ciò attira la furia del genitore collocatario che querela l´operatore. Seguirà una CTU. Ma anche stavolta essa si rivelerà superficiale e scorretta. Non viene consentita alcuna relazione fra i minori e la madre.

Nel corso della CTU la Corte di Appello, avendo preso atto della scorrettezza e della manipolazione palese a tutti,da parte del padre, affida i figli alla madre perchè riprenda il rapporto con loro, con impedimento temporaneo del padre di avere rapporti con i minori. Ciò è stato disatteso e sfruttando il rifiuto della minore di ormai 14 anni, il padre ottiene un decreto da parte del trib. dei minori.Si assegnano ai servizi sociali del comune dove il padre lavora e così, un´assistente sociale,già in passato coinvolta,propone il collocamento dei ragazzi al fratello del padre.

Oggi la madre vive una condizione di forzato isolamento. Le viene impedito financo di lasciare una merendina al figliolo di ormai 9 anni. Non le è possibile avere incontri con i figli dato l´ostruzionismo del fratello del padre e data la sordità dell´assistente sociale alle richieste d´aiuto della madre. Spero un giorno poter restituire la libertà ai miei figli e comunque la serenità di essere amati da entrambi i genitori, nel rispetto delle regole.

Spero che le autorità giudiziarie si rendano conto che occorrre scegliere operatori scevri da compromessi, che aiutino veramente i minori a rielaborare il loro lutto e soprattutto a far emergere ciò che involontariamente hanno rimosso e li aiutino a riallacciare i rapporti con le figure parentali che sono state violentemente allontanate come i nonni.

[Fonte adiantum.it]

Nessun commento:

Posta un commento