lunedì 27 settembre 2010

VIA POMA, IL FIGLIO DI VANACORE IN TV: "PAPÀ INDOTTO AL SUICIDIO"

«Sicuramente è stato indotto al suicidio da questi vent'anni di martirio che ha dovuto sopportare». È quanto afferma in una intervista che andrà in onda questa sera a Matrix, Mario Vanacore, figlio di Pietrino, il portiere dello stabile di via Poma a lungo sospettato per il delitto di Simonetta Cesaroni, poi prosciolto, morto suicida il 9 marzo scorso. «Si indagava su altri - prosegue intervistato da Alessio Vinci - si accusavano altri ma Vanacore c'era sempre, non ce la faceva piu: sono qui per mio padre, quello che ha fatto lo ha fatto anche per difendere la famiglia, pensava di averci coinvolto involontariamente». Vanacore ha poi precisato cosa, secondo lui, ha spinto suo padre al gesto estremo. «Il fatto che avessero chiamato anche me a testimoniare al processo, lo ha fatto star male, ha influito molto su quello che ha fatto». Il figlio del portiere di via Poma, in merito al giallo della morte della Cesaroni, si dice sicuro che il padre «non sapesse niente». Vanacore nel corso dell'intervista ha ribadito quanto dichiarato in aula al processo che vede Raniero Busco, ex fidanzato di Simonetta, accusato di omicidio volontario. «Volponi è entrato, ha fatto un giro nella prima stanza senza accendere le luci, e ha detto «non c'è nessuno, non c'e nessuno». la mia matrigna ha detto: «guarda che l'ufficio è molto grande, guardi anche nelle altre stanze, e così è andato giù per il corridoio, a destra e dopo è tornato e ha detto: bastardo. Non so a chi si riferisse ma sono sicurissimo, ha detto bastardo». Quanto a Busco, Vanacore si augura «che non sia una povera vittima come è stato mio padre. Devo dire che non mi piace che scarichi su mio padre la colpa e dica ce si è portato sulla tomba qualcosa».

[Fonte leggo.it ]

Nessun commento:

Posta un commento