mercoledì 29 settembre 2010

Il Viagra femminile: un business basato su un mito fasullo

Un libro denuncia la bufala che afferma come 4 donne su dieci abbiano uno scarso appetito sessuale. Su questo finto concetto le aziende guadagnano un sacco di soldi

Quattro donne si dieci soffrono di disturbi sessuali con una scarsa libido? A quanto pare, no. È solo un’invenzione delle aziende produttrici del cosiddetto viagra femminile e altri farmaci ad hoc.

A denunciarlo è un libro dal titolo  Sex, Lies And Pharmaceuticals: How Drug Companies Are Bankrolling The Next Big Condition For Women. E lo ha scritto Ray Moynihan, un giornalista esperto in salute che ha già pubblicato tre libri sul tema business sanitario.

«Fa tutto parte del loro intento di “espandere il pool di pazienti” con la creazione di mercati per i farmaci lifestyle sia per gli uomini e le donne», commenta al Daily, Moynihan.
Il fatto vergognoso, spiega ancora l’autore, è che le case farmaceutiche non si limitano più a vendere farmaci per determinate malattie, ma s’inventano nuovi disturbi a cui destinare nuovi presunti farmaci.

In questo modo, si spendono un sacco di soldi per educare i medici a riconoscere una fittizia disfunzione sessuale femminile, per poi prescrivere farmaci forti a donne che non ne hanno bisogno e che non ne trarrebbero comunque vantaggio. In più, questi stessi farmaci portano con sé numerosi effetti indesiderati e, quindi, anziché essere d’aiuto in realtà fanno male, aggiunge Moynihan.

L’autore basa i suoi giudizi anche in virtù di uno studio di dieci anni fa dove, pare, i dati acquisiti siano stati viziati da superficialità nell’analizzare le risposte delle donne coinvolte.  La ricerca, pubblicata a suo tempo sul Journal of American Medical Association, faceva riferimento a un sondaggio condotto su  3.000 americani con l’obiettivo di scoprire di più sulle loro abitudini sessuali per combattere la diffusione dell’AIDS.

Nel questionario era stato chiesto alle donne se avevano mai sofferto di difficoltà con il sesso, come la mancanza di interesse, l'ansia per le prestazioni o dolore per più di qualche mese, rispetto all’anno precedente. Qualsiasi donna che ha risposto sì a una sola delle domande è stata classificata come affetta da disfunzione sessuale.

Non c'era stato alcun tentativo di determinare la gravità del problema o se la donna era davvero stata turbata da esso», spiega Moynihan. E lo stesso autore dello studio ha dichiarato che la cifra è stata indebitamente utilizzata.
L’affermazione che il 43% delle donne soffre di un problema sessuale, Moynihan la definisce «uno dei miti medici più pervasivi, estremo e assurdo».

Le donne possono quindi stare tranquille se, a volte, può capitare di non avere voglia di fare sesso. D’altronde chi ne ha sempre voglia quando si è stanchi, stressati, oppressi da questa frenetica vita? Forse chi solo chi butta giù la magica pillola…
(lm&sdp)

[Fonte lastampa.it]

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